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Mag 10, 2018 Written by 

Il corpo e il danzatore: articolazione coxo-femorale

I movimenti degli arti inferiori rispetto al tronco hanno il loro fulcro sul bacino, più specificatamente sull'articolazione coxofemorale, è questo l'elemento che ci permette di camminare, che sostiene il peso del corpo e deve resistere alle sollecitazioni gravitazionali.
 
La struttura è tale da attutire le sollecitazioni gravitazionali; la colonna è centrale e verticale mentre le facce dell'articolazione coxofemorale sono inclinate in avanti e in basso, il collo del femore ha un angolo di circa 90° rispetto alla cavità in cui si inserisce la testa, ed ha un angolo di circa 120° rispetto al corpo del femore, il femore ha poi un'inclinazione che va dall'alto verso il basso e dal lato al centro. In tal modo le sollecitazioni che partono dal piede non arrivano in linea diretta alla testa ma sono frammentate, e quindi ridotte.
 
anca forze 1
 
L'articolazione coxofemorale è composta da quattro ossa. 
Per il versante bacino partecipano le tre ossa che lo costituiscono ovvero l'osso pubico in avanti e medialmente, l'osso ischiatico in basso e l'osso iliaco posteriormente e lateralmente, queste formano la cavità acetabolare.
 
Sul versante femorale partecipano all'articolazione la testa del femore, a forma sferica, ed il collo del femore, posto obliquamente all'asse principale di questo.
 
La cavità acetabolare non è una mezza sfera cava perfetta né completa infatti è interrotta in basso da un'incisura, l'incisura acetabolare; anche la testa del femore non è una sfera anche se tende con gli anni ad avvicinarsi alla forma sferica.
 
Le due superfici, acetabolo e la testa del femore, sono rivestite da una cartilagine che è più spessa nei punti in cui la pressione, in posizione eretta, è maggiore. La funzione della cartilagine è quella di assorbire una parte delle sollecitazioni grazie alla sua elasticità e permettere uno scorrimento migliore delle superfici una sull'altra.
 
Il collo del femore è circondato da una capsula fibrosa che racchiude al suo interno la testa del femore e si salda tutto intorno al margine dell'acetabolo; costituisce così un manicotto di contenimento. Il liquido sinoviale riempie questo spazio e "lubrifica" le superfici. 
La capsula è rinforzata da cinque fasci fibrosi che sono:
 
1. il legamento ileofemorale. Ha una forma ad Y di cui un capo è inserito in prossimità della spina iliaca anteroinferiore e gli altri due sul femore vicino al grande trocantere
 
2. il legamento pubofemorale. Dalla cresta otturatoria si porta in basso e lateralmente fino a fondersi con il legamento ileofemorale
 
3. il legamento ischiofemorale. Dalla tuberosità ischiatica si porta al grande trocantere fondendosi con il legamento ileofemorale
 
4. Il legamento acetabolare trasverso. Collega i due estremi dell'incisura acetabolare
 
5. il legamento rotondo. Collega la fossa acetabolare con la parte più alta della testa del femore (fovea capitis). Questo ha il compito di mantenere la testa del femore fissata all'acetabolo
 
foto anca
 
In questo modo le due porzioni, la cavità acetabolare e la testa del femore, oltre ad essere saldamente tenute insieme possono compiere ampi movimenti di:
 
a) flessione, in cui il femore è portato in avanti; (fig 1.) A ginocchio flesso si possono raggiungere i 120° mentre a ginocchio esteso la flessione del femore tende a 90°
 
b) estensione, in cui il femore è portato indietro; (fig 2). In posizione prona e con gamba estesa, mentre il bacino e la colonna sono immobili, non si superano i 15°; con il concorso del movimento lombare si può arrivare ad un angolo di 40°
 
c) abduzione, in cui il femore è portato lateralmente; (fig 3). In posizione supina, è di circa 40-45°
 
d) adduzione, in cui il femore è portato medialmente; (fig 4): l'ampiezza del movimento è di circa 30°
 
e) rotazione, in cui la gamba ruota verso l'interno o l'esterno in posizione flessa, mentre il ginocchio e la coscia  rimangono fermi a 90° rispetto al busto. L'ampiezza di questi movimenti è di circa 40° verso l'esterno e circa 45° verso l'interno
 
FOTO GIUSTA ARTICOL ANCA NUMERO3
Dott. Antonio Cannistrà
 
Dott. Antonio Cannistrà, Medico, specialista in Ematoligia e Statistca Sanitaria.
Ricercatore per l'Italian Center for Single Session Therapy
 
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