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Danza Piu - Displaying items by tag: Danza Più
43° saggio Danza Più: grazie a tutti!
 
 
La settimana la iniziamo così: un bell'articolo sul nostro Saggio di Danza
 
Lo dedichiamo ai nostri allievi, alle loro famiglie e a tutti coloro che in questi anni ci hanno permesso di arrivare fino ad oggi.
 
Grazie a Fabio Orfei Tiburno, al Tiburno e al bellissimo scatto fotografico di Vittorio Moriconi.
 
 
 
Foto da Elisabeth
 
 
 
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Mercoledì, 22 Maggio 2019 13:17

Pre-iscrizioni anno accademico 2019-2020

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Sono aperte le pre-iscrizioni per l'anno 2019-2020

Dal
  1 giugno al 12 luglio  Danza Più offre la possibilità di
pre-iscriverti al Nuovo Anno con imperdibili offerte
 
Danza Più è nata a Fonte Nuova nel 1976.
 
La nostra filosofia è promuovere e far conoscere la danza come arte e cultura. Ad oggi è una Scuola di Danza e uno Studio Pilates, Gyrokinesis® e Gyrotonic®, che integra un corretto insegnamento della danza con una profonda conoscenza del proprio corpo.
Da 43 anni siamo specializzati nella danza classica e moderna, e ne seguiamo 
aggiornamenti ed evoluzioni.
 
All'interno del percorso didattico inoltre i nostri allievi, oltre a formarsi in 
DANZA CLASSICA,MODERNA e CONTEMPORANEA 
 
Studieranno anche: DANZA di CARATTERE e TECNICHE DI SUPPORTO quali: 
il Pilates,  la Gyrokinesis® e il Gyrotonic®.
 
Il nostro scopo è fornire a i nostri allievi:
1) un percorso continuativo e costante da quando sono bambini sino a i corsi avanzati
2) una formazione professionale per renderli dei danzatori consapevoli e completi, con un percorso che li avvicina al mondo della Danza
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La danza e il balletto classico sono in grado di narrare le più disparate vicende e fantasiose storie attraverso gesti ed espressioni del corpo, che vanno a contraddistinguere la nota pratica della pantomima. bbbb


La pantomima è una vera e propria tecnica, utilizzata dai coreografi e messa in scena dai loro danzatori, caratterizzata da mosse del corpo, delle mani, espressioni del volto e, più in generale, gesti, con lo scopo di far comprendere a chi guarda cosa avviene sul palco, cosa vuole essere narrato.

La storia della pantomima nasce nell’antica Grecia. 
Pensando la lettura murmure, oculis, manibus (a bassa voce, con gli occhi e con le mani) i romani hanno poi sviluppato la pratica, stabilendone i gesti principali.
La pantomima è stata ripresa nelle corti italiane e francesi, in particolare quella del re Luigi XIV, ma con gli anni il suo uso è andato scemando. 
Nonostante abbia un’origine molto antica, è nei primi anni del IX secolo che una vera forma di mimo è stata creata appositamente per l’uso nel balletto classico con il fine di aiutare la narrazione delle sue storie. 
Come ogni linguaggio, la pantomima racchiude in sé una serie di segni che con gli anni sono stati fissati, fino a divenirne i lemmi.

 Eccone alcuni esempi

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Il mimo come il balletto è quindi parlare senza parole. È usato per esprimere pensieri, sentimenti, idee e azioni, divenendo così parte fondamentale di molti balletti. 

Un notevole esempio di pantomima può essere individuato nell’atto II dello Schiaccianoci, quando lo Schiaccianoci racconta mimando tutte le sue avventure, e di come ha vinto la battaglia col Re Topo.

 Antonella Manili

 

 

 

 
 
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Lunedì, 10 Settembre 2018 14:06

Danza Più, i nostri Corsi a Fonte Nuova

 

Danza Più dal 1976,
Scuola di Danza e Studio Pilates
Specializzata nella Danza Classica e Moderna
 
Le nostre offerte formative:
 
* CORSI di DANZA PROPEDEUTICA
Avviamento alla danza per bambini da 5 anni
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"Fai scoprire ai tuoi bambini l'espressività e la crescita con la danza"
 
La Danza Propedeutica è l'inizio di un percorso importante per avvicinarsi al mondo della danza. Una completa educazione al movimento aiuta tuo figlio a sviluppare la creatività, la disciplina e le capacità motorie.
Inoltre accresce l'espressività e la socializzazione con gli altri.
 
I nostri corsi di danza per bambini permettono di apprendere i primi movimenti, le espressioni e la musicalità divertendosi. I piccoli danzatori conosceranno le prime regole della danza, il proprio corpo, lo spazio, gli oggetti e l'interazione con gli altri.
 
Un modo sicuro e divertente per imparare e per scoprire le proprie capacità e potenzialità, apprendendo le prime basi della danza.
 
* CORSI di DANZA CLASSICA ACCADEMICA 
danza classica
 "Apprendi l'eleganza e la perfezione della Danza Classica." 
 
La Danza Classica è una disciplina che modella il corpo e la mente, donando eleganza, sicurezza e stabilità.
E' la base per qualsiasi altro stile di danza e ti imposta grazie a una solida tecnica, donandoti una forte consapevolezza e una completa conoscenza di te.
 
I nostri corsi si ispirano ai programmi dell'Accademia Nazionale di Danza, con un corretto e sicuro insegnamento della danza, che aumenta l'impegno in modo graduale.
 
Questo ti permette di apprendere tutti gli elementi della Danza Classica rispettando il tuo fisico e la tua preparazione.
 
* CORSI di DANZA MODERNA E CONTEMPORANEA
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"Esprimiti e scopriti grazie alla libertà della Danza Moderna."
 
Grazie alla Danza Moderna e alla Danza Contemporanea ti liberi da schemi e vincoli. Esplora il movimento nella sua naturalezza, esprimiti nei ritmi, entra in pieno contatto con le musiche e i silenzi.
 
Nei nostri corsi di Danza Moderna e Contemporanea entri in un profondo rapporto con il tuo corpo, con le emozioni più intime, imparando danzare per esprimerti, lasciarti andare e dare voce alla tua personalità.
  
 
Da discipline per i nostri danzatori,
abbiamo aperto i corsi a chi vuole tornare a sentirsi bene col proprio corpo
e migliorare la qualità della propria vita.
 
 
* CORSI DI WARM UP DANCE
Riscaldamento del corpo e risveglio muscolare
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"Torna a star bene e sentirti in forma"
 
A Danza Più conosciamo l'importanza dello star bene. 
Per questo abbiamo creato uno spazio per chi vuole darsi piccole attenzioni mantenendo il corpo allenato e tonificato, ma con leggerezza.
 
Attraverso esercizi derivati dalla danza, rivitalizzerai il tuo corpo e ti terrai attivo e in forma: scoprirai il piacere di un corpo in forma attraverso il movimento.
 
Tutto con dolcezza, rispettando le personali esigenze di ciascuno.
 
 
* CORSI DI PILATES
pilates
"Tieniti in forma e tonificati grazie al Pilates"  
 
Il Pilates è una forma evoluta di ginnastica, un allenamento psico-motorio, utilizzato anche dai più grandi danzatori per la preparazione e la cura del proprio corpo e che oggi è alla portata di tutti.
 
Insegnato correttamente ti permette mantenerti in forma, tonificarti e sciogliere muscoli e articolazioni. In più ti aiuta a ritrovare consapevolezza di te, grazie a un lavoro che ti fa lavorare su ogni parte del corpo.
 
Il Pilates ti rafforza e migliora la tua resistenza, senza aumentare la massa muscolare. In più rilassa le articolazioni, scioglie le tensioni, e modella e rassoda il corpo.
 
 
* CORSI DI GYROKINESIS®     
FOTO CORSO GYROKINESIS

"Abbi cura del tuo corpo è l'unico posto in cui devi vivere"

E' un sistema di allenamento e massaggio del corpo  e si ispira al tai chi, allo yoga, alla danza, al pilates, al nuoto, ma con modalità differenti: attraverso movimenti sferici, con una resistenza costante e un movimento sempre fluido e senza interruzione.

 
È rivolta a chi vuole sciogliere il proprio corpo, persone che vogliono svolgere un’attività e mantenersi in forma con movimenti fluidi e dinamici.
 
Trovano grandi benefici anche atleti che vogliono allenarsi e danzatori professionisti e non, che vogliono integrare il proprio lavoro con una tecnica di supporto.
 
Scioglie e allunga il corpo  tutto il corpo con movimenti tridimensionali,  dona tonicità alla muscolatura e la rimodella in modo armonico, appiattisce la pancia e rinforza il pavimento pelvico.
 
Danza Più dal 1976,
Scuola di Danza e Studio Pilates
Specializzata nella Danza Classica e Moderna
 
Vieni a chiederci maggiori informazioni e a fare una prova: siamo in via del Brennero 70-72-74, Ingresso e Segreteria al n 60 Fonte Nuova (Tor Lupara)
 
www.associazionedanzapiu.it
 
 
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Giovedì, 12 Aprile 2018 11:08

La sbarra a terra

La sbarra a terra è una tecnica di supporto utilizzata dai danzatori durante le lezioni per migliorare la tecnica e perfezionare i movimenti.
 
L’idea della "barre à terre" o "barre au sol" si deve a Boris Kniaseff, un ballerino e maestro russo che negli anni ’50 ha insegnato danza a Parigi. Secondo alcuni il maestro fu costretto ad utilizzare questo nuovo metodo d’insegnamento perché nell’edificio storico dove teneva le sue lezioni non era permessa l’istallazione delle classiche sbarre da danza. Secondo altri invece Kniaseff fu semplicemente ispirato degli artisti del circo Medrano che si esercitavano per lo più con movimenti a terra.
 
Anni più tardi la paternità della tecnica è stata anche rivendicata da Zoula de Boncza, una ex ballerina dell'Opéra-Comique che ha inoltre racchiuso l’idea in un libro “La danse classique sans barre” interamente incentrato sulla sbarra a terra.
 
Quel che possiamo affermare con certezza è che sicuramente il metodo ha riscosso grande successo in tutto il mondo, con ulteriori sviluppi in Inghilterra (Maria Fay) e negli Stati Uniti (Zena Rommett).
 
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Ma cos’è la sbarra a terra?
 
La sbarra a terra è un metodo di insegnamento di danza che prevede un insieme di movimenti da svolgere a terra in posizione supina, prona o su un fianco. Generalmente è inserito nella lezione di danza come riscaldamento e stretching, prima della performance vera e propria.
 
Durante una consueta sessione, l’insegnate detta ad alta voce i movimenti che gli allievi dovranno svolgere senza la possibilità di guardarsi allo specchio o guardare i compagni.
 
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Perché farla?
 
È una tecnica che offre innumerevoli benefici al danzatore. Infatti, aderendo al suolo, il corpo è soggetto ad una minore forza di gravità, che permette al ballerino di avere maggiore stabilità, maggior equilibrio e controllo nei movimenti.
 
Non a caso può rivelarsi un aiuto notevole in caso di infortunio agli arti inferiori, perché consente di gravare meno sulle gambe e comunque di allenarle.
 
La sbarra a terra quindi assicura un maggior focus nei movimenti (il ballerino non deve pensare a mantenersi in equilibrio) e permette di migliorare l’en dehors, l’apertura, la simmetria del corpo, garantendo un maggior sviluppo della propriocezione, un rinforzamento dei muscoli e un perfezionamento della postura.
 
Ecco un esempio di una esercizio di sbarra a terra 
 
 
Antonella Manili
 
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Lunedì, 19 Marzo 2018 09:28

Salti nella danza: Jeté e Grand jeté

articolo salti fotoLo jeté è uno dei passi più noti nella danza classica. Il nome, corrispondente del francese “lanciare”, descrive il movimento che il corpo compie nell’esecuzione del passo stesso. In questo salto infatti il danzatore sposta il proprio peso corporeo da un piede sull’altro.
 
Come altri passi di danza, lo jeté richiede l’attenzione a molti dettagli che ne garantiscono una buona riuscita. 
 
Un buon salto è sicuramente aiutato da una buona partenza. È infatti la spinta dei piedi sul suolo a permettere un maggior slancio.
Per questo prima di partire è necessario fare un demi-plié.
 
Mentre si è ancora in demi-plié la gamba che inizia il passo (e che darà la direzione del salto) è liberata dal peso del corpo.
 
Una forte spinta permetterà di saltare in alto mantenendo per un istante il corpo in elevazione. 
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Il salto può terminare in vari modi, ma sempre su una gamba e in demi-plié per attutire il salto.
 
Durante tutta l’esecuzione è fondamentale inoltre avere rigidità nel core. Questo permetterà una maggiore stabilità e di “alleggerire” il peso rendendo il corpo meno gravoso e il salto più elevato.
 
Nello jeté, come in molti passi di danza, è fondamentale la forza esplosiva, ossia la capacità da parte del muscolo di esprimere la maggior forza nel minor tempo possibile. 
 
Esecuzione jeté
 
 
 
Esistono diverse varianti dello jeté.
Una delle più note è sicuramente il grand jeté. In questa variante una gamba viene lanciata in avanti tesa, l'altra è invece in Arabesque in modo da compiere in aria una spaccata. 
In questo video vengono evidenziati i muscoli coinvolti nel movimento e sono presentati diversi esercizi per la mobilità degli arti inferiori.
 
 
 
Esecuzione grand jeté nelle variazione
 
 
Antonella Manili
 
 
 
 
 
 
 
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Martedì, 20 Febbraio 2018 16:58

6 Consigli per migliorare la tua Pirouette

Jenifer Ringer direttrice della Colburn Dance Academy suggerisce quali siano, secondo lei, i punti da seguire per riuscire a fare una perfetta pirouette doppia.

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1. Abbi fiducia nella tua quinta: è difficile credere che la quinta posizione ti dia abbastanza forza per girare. 
Come risultato, Jenifer Ringer vede danzatori “andare in avanti, sporgere le gambe, muovere i piedi così che alla fine non stanno veramente girando dalla quinta”. 
Prova a fare una piroette singola pulita senza barare. 
 
“Il movimento deve essere capito” ammette, ma almeno questo ti permetterà di girare di più “senza perdere la tecnica”.
 “Spingi sul pavimento quando ti prepari ma non ti fermare” ricorda Ringer “il pliè dovrebbe dare la forza e lo slancio necessario per il relevè”.
 
2. Tieni le braccia chiuse: “non lasciare che il braccio che dà la spinta parta dopo” dice Ringer. 
Il braccio va di fronte, poi di lato, poi torna immediatamente nella prima posizione. In modo simile il dito che lavora va dietro il dito di supporto, poi di nuovo su, sotto il tuo naso come in partenza. 
 
3. Tieni il ritmo: usa il tempo per sviluppare una migliore consistenza: “trova qualcosa da dire a te stessa ogni volta, come “uno-due-su-giù”.
 
4. Usa tutto il tuo core: Ringer osserva che gli allievi spesso tirano la schiena senza però sentirsi “solidi” davanti. “Senti bene la pancia e la schiena, c’è come una gabbia stretta che parte dalle scapole e arriva alle braccia”.
 
5. Tirati su per finire il giro: alla fine dell’ultimo giro tira un pochino in alto i ginocchio, tenendo le dita del piede attaccate alla gamba tesa “tieni la schiena e il petto in alto così da poter finire in modo pulito” dice “e mantieni l’alzata nel bacino quando fai il pliè”.
 
6. Non far sì che la fine sia la vera fine: “la conclusione della piroette” Ringers precisa “è la preparazione per qualsiasi movimento successivo, anche se sei in un bellissima posizione e dopo devi fare l’inchino e uscire di scena”.
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Antonella Manili
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dopo un doppio giro di successo riletti: cosa hai fatto per riuscirci?
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Martedì, 23 Gennaio 2018 11:45

Arabesque

L’arabesque è uno dei passi base della danza classica, definito anche “posa”. Il termine significa “arabesco, ghirigoro” o anche “alla maniera islamica”, poiché nell’arte islamica, dove era proibito raffigurare corpi umani, si ricorreva a delle figure stilizzate.
 
La posa prevede che il peso del corpo poggi sulla gamba portante, mentre l’altra è sollevata e allungata all’indietro. Le braccia sono normalmente in allongé (posizione allungata); solitamente uno è allungato in avanti mentre l’altro è à la seconde
 
440px-Giselle -Carlotta Grisi -1841 -2Esiste anche la variante ottocentesca arabesque à deux bras in cui entrambe le braccia sono in avanti. Era usato molto nel balletto romantico Giselle.
 
Qui di fianco arabesque à deux bras di Carlotta Grisi in Giselle(1841).
 
Fondamentale è che braccia e gambe siano armoniche affinché si formi una linea allungata e continua.
 
Nelle diverse scuole esistono numerose varianti dell’arabesque.
 
 
Nella scuola francese esistono due tipi di arabesques:
 
- l’ouverte o “aperto” in cui, posto il corpo di profilo, la gamba sollevata in IV posizione non nasconde la gamba d’appoggio alla vista del pubblico.
 
- Il croisée o “incrociato” in cui, al contrario rispetto all’ ouverte, la gamba d’appoggio nasconde al pubblico la gamba sollevata in II posizione.
 
 
Nella scuola russa (metodo Vaganova) esistono quattro tipi di arabesques. 
Tale metodo è il più famoso e insegnato all’interno delle scuole di danza.
 
- Primo arabesque: corrisponde all’ouverte francese. Il corpo è in effacé, in diagonale e con la testa di profilo, il braccio della gamba portante è teso in avanti mentre quello della gamba sollevata è in seconda allongé.
- Secondo arabesque: contrariamente al primo il braccio della gamba portante è in seconda mentre quello della gamba sollevata teso in avanti. La testa è rivolta verso il pubblico.
- Terzo arabesque: le braccia sono come nel primo arabesque, ma le gambe invertite.
- Quarto arabesque: le gambe sono in croisée come nel terzo, il braccio della gamba portante è proteso in avanti e forma una linea continua e obliqua con il braccio della gamba sollevata.
Nell’immagine qui sotto in progressione i 4 arabesques del metodo Vaganova:
arabesque vaganova
 
 
Nel metodo Cecchetti, mutuato dalla scuola inglese, ci sono cinque tipi di arabesques.
 
- il primo ha gambe e braccia in effacé, come l’ouverte francese.
- il secondo ha le gambe come il primo ma le braccia invertite.
- il terzo è l’arabesque a deux bras.
- il quarto ha le gambe in croisée francese ma quella di terra è in plié, le braccia sono come nell’ouverte francese.
- il quinto è come il quarto ma ha le braccia in aventi come il terzo.
Nell’immagine qui sotto in progressione i 5 arabesques del metodo Cecchetti:
ultimo arabesque
 
Qui il video della Royal Opera House in cui una danzatrice esegue varie tipologie di arabesques.

Elisabeth Cinti

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Lunedì, 18 Dicembre 2017 12:00

Buona Natale da Danza Più

Danza Più News 
augura a tutti 
Buone Feste 
  
e vi da appuntamento a gennaio
 
con l'uscita degli articoli della sezione News, pubblicati ogni 1a e 3a settimana del mese,
con tante informazioni sul mondo della Danza e non solo...
Da quest'anno il nostro blog si arricchisce inoltre di nuove e professionali collaborazioni.
Continuate a seguirci
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Sappiamo tutti quanto sia importante mangiare correttamente e ancor di più vi è uno stretto legame tra una corretta nutrizione e prestazione atletica, qualunque sia lo sport preso in considerazione, danza compresa. Diventa particolarmente interessante se si parla di sport nell’infanzia e nell’adolescenza, periodi nei quali alle esigenze per l’attività fisica si vanno a sommare quelle per l’accrescimento e le altre attività tipiche dell’età. In questa fase della vita l’alimentazione è un fattore cruciale non solo per garantire buoni risultati sul campo, ma anche e soprattutto per una buona crescita e un buon rendimento nelle attività scolastiche. Si tratta di un periodo delicato nel quale l’organismo è in formazione. Una alimentazione errata, per eccesso o difetto, per qualità e quantità, non soltanto può pregiudicare la prestazione atletica ma, cosa molto più importante, può portare a problemi nell’accrescimento che a loro volta potranno essere causa di problemi ancor più severi nell’età adulta; dal sovrappeso, all’obesità, al corteo di patologie che queste si portano dietro fino al sottopeso, alla dismenorrea o ai disturbi del comportamento alimentare tipici di atleti che praticano sport con rigidi requisiti estetici o categorie di peso.
 
Il sovrappeso e la successiva obesità infantile sono condizioni che non vanno sottovalutate, anzi. In continuo aumento, i bambini in forte sovrappeso sono a rischio di numerose patologie sia nel breve termine sia nel lungo periodo ovvero in età adulta. Un recente studio tutto italiano ha evidenziato come già in età infantile, i chili di troppo possano predisporre a malattie gravi quali diabete e patologie cardiovascolari.
Vi sono alcuni fattori di rischio da tenere in considerazione:
 
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Solitamente in qualità di Biologa Nutrizionista consiglio sempre per chi vuole mantenere sotto controllo il peso, ai genitori in primis, di evitare di far sì che il proprio figlio resti troppe ore seduto davanti ad apparecchi elettronici o passi troppo tempo a giocare con uno smartphone. 
È importante educare sin da subito i più piccoli alla sana e corretta alimentazione e per farlo spesso occorre prima sensibilizzare i genitori. Contattare un Biologo Nutrizionista per elaborare un piano alimentare per i bambini significa anche questo: affidarsi ad un professionista della biologia, fisiologia ed anatomia umana con la certezza di essere accompagnati durante un percorso che mette al primo posto un sano stile di vita. 
Qui di seguito riporto uno schema semplice ma di alto impatto: cosa rischia il vostro bambino mangiando in modo sregolato e spropositato? Tante complicazioni per la salute:
 
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 Non si tratta dunque soltanto di un fattore estetico e di autostima del bambino (che sicuramente risulta essere la componente principale) ma si sfocia successivamente, quando magari è troppo tardi per riparare, in eventuali patologie di grado anche grave.
Molte mamme quindi mi chiedono: “Ma se mio figlio vuole fare merenda con la merendina, come posso trovare un’alternativa?”
 
 
Alternative dolci
 
Macedonia di frutta servita con pinoli tostati e cocco in scaglie.
 
Frutta a pezzi mischiata a yogurt greco o yogurt intero biologico, magari con l’aggiunta di cocco in scaglie e cacao o un cucchiaio di marmellata
 
Qualche biscottino crudista (attenzione solo che sono molto zuccherini!): tritate 140 g di mandorle bianche; aggiungete 80 g di uvetta (o datteri), 40 g di miele e un cucchiaino di vaniglia in polvere. Tritate nuovamente fino ad ottenere un composto appiccicoso ma malleabile: formate delle palline con le mani leggermente bagnate, disponetele su un piatto e lasciate refrigerare per almeno mezz’oretta
Bon-bon di cocco (anche per questi attenzione alle quantità di cui i bambini si serviranno!): in un mixer unite 200 g di cocco in scaglie, 60 g di olio extravergine di cocco (o burro ghee), 40 g di crema al 100% di frutta secca a vostra scelta (tahin, mandorle, nocciole…), 30 g di cioccolato fondente a scaglie, 30 g di miele. Lasciate in frigo qualche ora, quindi formate delle palline con le mani e conservate in frigo finché non verrano piluccate.
 
Frullati di frutta fresca, aggiungendo acqua a seconda di quanto li volete fluidi. Potete aggiungere anche ingredienti extra, come ad esempio cacao o vaniglia, oppure sostituendo l’acqua con latte vegetale non zuccherato (di avena, mandorla, riso, cocco…) o con qualche cucchiaiata di yogurt intero biologico.
 
Alternative salate
 
Un paio di fette di melone con due o tre fette di crudo senza conservanti
 
Bruschetta versatile: fate tostare una fetta di pane a lievitazione naturale e proponetela con l’abbinamento che più piace al bambino; ad esempio con pesto (genovese o di pistacchi), con olio evo-pomodorini-origano, con un pezzettino di formaggio semistagionato a latte crudo, con ricotta di capra e basilico
 
Un pezzetto di parmigiano con un paio di noci
 
Frutta secca “furba”: quando avete tempo fate tostare in una padella a un manico 3-4 tipi di frutta secca a piacere (nocciole, mandorle, pinoli…), avendo cura di tostare ciascuna varietà separatamente perché richiedono tempi differenti. Ponete in un mixer insieme con un cucchiaino di sale marino integrale ogni 80 g di frutta secca, tritate 2-3 volte a impulsi e trasferite in un vaso di vetro da conservare in armadietto. Il sale marino aiuta a rimpinguare in modo naturale i sali minerali persi durante i giochi estivi, senza controindicazioni per la salute dei piccoli – purché non si esageri nelle quantità!
 
Pesto di pomodorini velocissimo: lasciate in ammollo 8 pomodorini secchi per mezz’ora; scolate e tritate con 60 ml di olio extravergine d’oliva, una manciata di foglie di basilico e 30 g di frutta secca a vostra scelta. Aspettate a salare: i pomodorini sono già molto saporiti, e potrebbe non esserci bisogno di insaporire ulteriormente. Spalmate il pesto così ottenuto su verdura cruda o su crackers (fatti con olio extravergine) o su pane tostato (a lievitazione naturale).
 
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E se invece il piccolo fa fatica a mangiare frutta e verdura di stagione? Come si può fare? 
Inventare. Esatto avete letto bene. Inventare e quindi stimolare la fantasia dei più piccoli. 
 
Ecco qualche esempio pratico a base di frutta:
 
1. Sicuramente la frutta grigliata fa al caso vostro.  A piacimento la frutta grigliata potrà essere servita sia a spiedini che a fettine, magari per accompagnare un gelato o una crema. Ovviamente questo diventa un "piatto" prettamente estivo
 
2. Fare delle marmellate e confetture fatte in casa, con accanto appunto i vostri piccoli. E' un altro modo per coinvolgerli in cucina e anche per dimostrare loro che possono rendersi utili
 
3. Creare delle sfiziose merende con ricette semplici e soprattutto colorate in modo tale da colpire l'occhio attento dei vostri figli. Un esempio? Creare con delle fragole o lamponi e della panna dei pupazzi di Natale! Decorate con gocce di cioccolata
 
4. Creare deliziosi sciroppi da mettere su gelato o macedonia. Di seguito il procedimento per lo sciroppo alle pesche: fate sbollentare per qualche minuto delle pesche intere di taglia preferibilmente piccola, precedentemente private della buccia. Quando saranno morbide, scolatele e mettetele da parte a raffreddare. Preparate una soluzione di acqua, zucchero e un pizzico di cannella. Lasciate scaldare sul fuoco, mescolando fino a che lo zucchero non si sarà sciolto. Quando lo sciroppo sarà freddo, trasferitelo in una ciotola con ad esempio pesche intere sbollentate, fragole a pezzetti, more e mirtilli
 
5. Unire allo yogurt bianco tanti pezzetti di frutta colorata, di stagione, per una merenda sana e allegra! I bambini ne andranno ghiotti
 
 
E per le verdure invece?
Ecco alcuni consigli per mangiarle evitando la monotonia e facendo divertire i bambini:
 
1. Cuciniamo bene: è necessario imparare i giusti tempi di cottura, le ricette più sfiziose e i condimenti e le spezie che valorizzano le verdure nel miglior modo possibile. Bisogna sperimentare
 
2. La Regola del cucchiaio: si può adottare una regola, ovvero che tutti devono mangiare almeno un cucchiaio di ‘cibo verde’ durante la cena. Che sia insalata, spinaci, minestra, piselli... Tutte le verdure verdi vanno benissimo, e anche in piccola quantità. Si inizia sempre pian piano, senza forzare, piuttosto dobbiamo mettere curiosità al bambino
 
3. Camuffare: per dimostrare ai bambini che le verdure sono buone, mettiamole all’interno delle loro ricette preferite. Nel sugo della pasta, nelle minestre, nelle polpette e polpettoni, nelle lasagne. Insomma arricchiamo i loro piatti preferiti giocando con forme e colori
 
4. Manipolare: portiamo i bimbi a fare la spesa, facciamogli mettere le verdure nel carrello, pesarle, etichettarle e manipolarle. Facciamogli preparare la cena insieme a noi: manipolare i cibi è il miglior modo per conoscerli e non averne paura
 
5. Mangiare sempre insieme: è fondamentale mettersi a tavola e condividere il momento del pasto insieme ai figli. Se a pranzo ciò non è possibile, a cena è caldamente consigliato
 
6. Non dare punizioni: purtroppo è così. Più sgrida il bambino o lo si forza a fare qualcosa e più lui si impunterà e si ostinerà a non fare ciò per cui lo state forzando. E' invece necessario spiegare al bambino l'importanza del cibo
 
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E’ di fondamentale importanza scegliere frutta e verdura di stagione, meglio ancora se locale, quindi Italiana o comunque biologica Italiana. 
 
Se c’è infine un elemento essenziale per la prestazione dell’atleta quello è sicuramente l’acqua
 
Anche una lieve disidratazione può determinare cali significativi della performance e senza interventi adeguati può portare l’atleta al crollo per affaticamento eccessivo o, peggio ancora, per colpi di calore. È necessario rimpiazzare costantemente l’acqua perduta tramite sudorazione in modo da permettere una efficiente regolazione della temperatura corporea: un ruolo importante nel determinare il fabbisogno lo giocano la temperatura e l’umidità ambientale in cui l’atleta lavora. Ricordate che i bambini, specie i più piccoli, sono più facilmente soggetti a disidratazione e possono percepire la sete in misura minore.
 
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Il linea di massima il giovane dovrebbe consumare circa 400 ml di acqua nelle due ore che precedono l’attività fisica. Durante l’attività andrebbero consumati circa 100 ml di fluidi ogni 20 minuti circa; un bel sorso di acqua se l’attività è inferiore ai 60 minuti, mentre se l’attività è superiore ai 90 minuti o si svolge a temperature elevate in ambienti umidi potrebbe essere consigliabile l’utilizzo di bevande pensate per lo sport, per garantire il recupero dei sali persi con la sudorazione, facendo attenzione che non contengano caffeina, guaranà o altri stimolanti. Ricordate che si tratta di bevande destinate al consumo in situazioni particolari come queste e che non c’è alcun motivo di proporle al giovane al di là dello specifico ambito di utilizzazione. Detto in maniera diretta, non usatele come bibite, perché non è questo il loro lavoro, e, già che ci siamo, cercate di limitare al massimo anche l’uso di bevande gassate, dai tè in lattina, alle aranciate e compagnia bella: apportano calorie inutili, che non danno sazietà, e possono contribuire in maniera significativa nel determinare sovrappeso e problemi ai denti.
 
In conclusione:
 
Consiglio sempre di coinvolgere i piccoli in cucina: la corretta alimentazione parte molto dall’unione familiare e dal mangiare insieme a tavola. Infine l’alimentazione giusta non è detto che trasformerà vostro figlio in un campione, ma gli assicurerà una crescita e uno sviluppo armoniosi: lo sport è una scuola di vita, non è un mezzo per affermare se stessi battendo o umiliando gli avversari, è una ricerca dei propri limiti e per i più giovani è un importante momento di socializzazione e di scoperta. Aiutiamoli a trarre il massimo da queste esperienze, partendo dalla tavola.
 
Dott.ssa Serena Fioravanti 
 
 
 
Dr.ssa Serena Fioravanti Biologa Nutrizionista Roma
 
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