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Danza Piu - Displaying items by tag: blog danza
Lunedì, 19 Marzo 2018 09:28

Salti nella danza: Jeté e Grand jeté

articolo salti fotoLo jeté è uno dei passi più noti nella danza classica. Il nome, corrispondente del francese “lanciare”, descrive il movimento che il corpo compie nell’esecuzione del passo stesso. In questo salto infatti il danzatore sposta il proprio peso corporeo da un piede sull’altro.
 
Come altri passi di danza, lo jeté richiede l’attenzione a molti dettagli che ne garantiscono una buona riuscita. 
 
Un buon salto è sicuramente aiutato da una buona partenza. È infatti la spinta dei piedi sul suolo a permettere un maggior slancio.
Per questo prima di partire è necessario fare un demi-plié.
 
Mentre si è ancora in demi-plié la gamba che inizia il passo (e che darà la direzione del salto) è liberata dal peso del corpo.
 
Una forte spinta permetterà di saltare in alto mantenendo per un istante il corpo in elevazione. 
SALTO FOTO 2
 
 
Il salto può terminare in vari modi, ma sempre su una gamba e in demi-plié per attutire il salto.
 
Durante tutta l’esecuzione è fondamentale inoltre avere rigidità nel core. Questo permetterà una maggiore stabilità e di “alleggerire” il peso rendendo il corpo meno gravoso e il salto più elevato.
 
Nello jeté, come in molti passi di danza, è fondamentale la forza esplosiva, ossia la capacità da parte del muscolo di esprimere la maggior forza nel minor tempo possibile. 
 
Esecuzione jeté
 
 
 
Esistono diverse varianti dello jeté.
Una delle più note è sicuramente il grand jeté. In questa variante una gamba viene lanciata in avanti tesa, l'altra è invece in Arabesque in modo da compiere in aria una spaccata. 
In questo video vengono evidenziati i muscoli coinvolti nel movimento e sono presentati diversi esercizi per la mobilità degli arti inferiori.
 
 
 
Esecuzione grand jeté nelle variazione
 
 
Antonella Manili
 
 
 
 
 
 
 
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Venerdì, 05 Maggio 2017 12:13

La Danza di Carattere

Definizione del termine
foto danza carattereLa danza di carattere è un particolare tipo di danza, da sempre incorporata nei balletti del repertorio classico, che si basa sulle tradizioni folkloristiche e popolari di un determinato paese, evidenziandone, appunto, il “carattere” nazionale.
 
Si riferisce dunque ad un mondo espressivo e culturale che si pone in una zona intermedia fra le primitive forme di danza popolare e la rigida tecnica della danza accademica. Ha infatti origini antichissime ma ancora oggi detiene un posto importante all’interno del panorama della danza.
 
 
Storia dello stile
 
Il primo ad utilizzare il termine “danza di carattere” fu il coreografo e teorico della danza Carlo Blasis (1797-1878) che la definisce come uno stile da sempre presente sul palcoscenico europeo, ma al quale è stata attribuita un’importanza minore.
 
Appare infatti evidente come nel periodo preromantico questa tipologia di arte non viene apprezzata dal pubblico perché ritenuta poco raffinata e grottesca. Non si possono però non ricordare i numerosi ballerini e coreografi che invece investirono su di questa, utilizzandola per arricchire e colorare i balletti di repertorio.
 
La prima creazione, che può esser definita come un esempio di balletto “di carattere”, è stata La Fille mal gardée, rappresentata a Bordeaux con la coreografia di Jean Dauberval.
 
Con il Romanticismo la danza di carattere viene fortemente rivalutata perché in grado di rinforzare l’orgoglio nazionale e il sentimento di amore per la patria, uno dei valori fondanti di questo periodo storico. È proprio in quest’epoca che emergono alcuni dei contributi più importanti nella definizione e maturazione del genere.
 
Tra i più celebri va menzionato Saint-Léon (1821-1870) che nel capolavoro Coppelia inserisce l’elemento folkloristico, da lui molto apprezzato. Nel primo atto vengono eseguite la csardas collettiva (una danza popolare ungherese) e la celebre mazurka (una danza di origine polacca).
 
Un altro grande contributo fu quello di Marius Petipa (1818-1910), ballerino e coreografo francese, vissuto in gioventù per un periodo in Spagna, terra dalla quale apprese una serie di conoscenze sulla danza spagnola che poi inserì nelle sue coreografie. Si dedicò attivamente allo studio e all’osservazione dei movimenti dei ballerini andalusi, dei loro costumi tradizionali, della loro musica e si interessò particolarmente alla cultura e al folklore spagnolo. Rappresentò tutti questi elementi nelle sue celebri creazioni come Don Chisciotte, Carmen e Paquita.
 
Anche il coreografo e maître de ballet Lev Ivanov ( 1834-1901) fu importante nel consolidamento della danza di carattere, con la creazione di alcune danze per lo Schiaccianoci. Troviamo in questo balletto la danza russa e la danza francese.
 
Nel corso del Novecento la danza nazionale ebbe un fortunato sviluppo nelle Stagioni Parigine (1909-1911), grazie alla compagnia dei Balletti Russi diretti da Diaghilev.
 
 
 Perché studiarla oggi? 
 
Sono dunque numerosi i balletti che sfoggiano al loro interno esempi di questo tipo di danza che, secondo molti, può esser di notevole aiuto nella formazione del danzatore perché sviluppa notevolmente l’espressività e aiuta a enfatizzare l’interpretazione personale
Elisabeth Cinti
 
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a ohad naharin“Uno dei più grandi coreografi e tra le migliori compagnie al mondo” così il New York Times ha definito Ohad Naharin, noto coreografo e ballerino contemporaneo che da anni porta la sua arte in giro per il mondo grazie alla Batsheva Dance Company.
 
Ohad Naharin nasce a Kibbutz, in Israele, nel 1952. Fin da piccolo il suo genio artistico si esprime attraverso storie, musica e colori. Nonostante la madre coreografa e ballerina, il giovane Naharin incontra la danza solo all’età di 22 anni. 
 
La conoscenza di Martha Graham o Maurice Béjart è stata determinante nel suo modo di concepire il movimento anche se, secondo quanto riferito dall’artista, "l'influenza più importante su di me l'ha avuta negli anni 80 una coreografa sconosciuta, Gina Buntz, da cui ho imparato molto sulla velocità, la composizione dinamica, il contenuto del movimento e della forma".

b naharin

Così è nato una nuova idea di danza chiamata "Gaga” proprio in riferimento ai primi suoni dei neonati, conosciuta in tutto il mondo come il "metodo Naharin". Con movimenti semplici, improvvisazione e una forte carica di emozioni Naharin torna all’origine del movimento cercando di superarne i limiti e potenziarne le capacità. Come per un infante, la danza “consiste nell'ascoltare il corpo prima di dirgli cosa fare” attraverso passione, abilità e potere dell'immaginazione
 
c film gaga
Nel 2015 è uscito nelle sale cinematografiche il film-documentario di Tomer Heymann "Mr. Gaga, anima e corpo di un genio della danza".
 
Il film descrive appieno il lavoro di Naharin e della Batsheva Dance Company, illustrando un viaggio che spazia dalla vita personale dell’artista, alla sua carriera da coreografo, approdando nello stile e nella firma che lo ha reso noto in tutto il mondo. "Parlo di istinti, di efficienza, di bellezza, esplosività, e del senso di sopravvivenza che è connaturato al movimento" così l’artista riporta la danza “all'animale che siamo”. 
 
Antonella Manili
 
 
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parsonDopo oltre 380 esibizioni in 22 paesi diversi, con grande richiesta torna nella capitale l’energica e dirompente compagnia di David Parsons.
Per ben cinque serate il teatro Brancaccio di Roma apre il sipario alla compagnia americana “Parson Dance” con le coreografie dell’artista David Parson che con la sua “crew” ormai da anni anima e infuoca i palchi di teatri e festival.
 
Risale al 1985 l’anno della fondazione della compagnia che in pochi anni è riuscita ad affermarsi sulla scena della danza post-moderna americana e successivamente mondiale. Fortemente richiesti e largamente accolti i ballerini della “Parson Dance Company” offrono a chi li guarda un genere di danza ricco di energia e vitalità attraverso una tecnica ricercata caratterizzata da acrobazie mozzafiato, virtuosismi e al contempo eleganza.
 
Il corpo di ballo, formato da 10 ballerini (Billy Smith, Abby Silva, Miquel Quinones III, Julie Blume, Melissa Ullom, Sarah Braverman, John Corsa, Eric Bourne, Zac Hammer, Steven Vaughn e l’italiana Elena d’Amario) è scelto secondo quanto riferito dal nyt “per il suo virtuosismo, energia e sex appeal” capace di attaccare il pubblico “come un ciclone e una vera forza della natura”.
Altrettanto essenziale per il risultato finale dello spettacolo è il lavoro di Howell Binkley, lighting designer e cofondatore insieme a David Parson della compagnia.
 
È un gioco di danza, luci e energia capace di coinvolgere il pubblico durante tutta l’esibizione.
Nel tour del 2017 sarà anche presente la famosa e sempre richiestissima “Caught”, un assolo fatto di effetti stroboscopici e danza, nel quale il ballerino sembra come fluttuare nell’aria. Inoltre la compagnia ha designato l’Italia come paese per presentare in anteprima europea altri due nuovi brani originali.
 
Lo spettacolo sarà in scena dal 29 marzo al 2 aprile al teatro Brancaccio dopo un lungo tour che tocca diversi continenti ma anche città italiane come Genova (22 febbraio), Bergamo (25 febbraio), Milano (3, 4 e 5 marzo), Bologna (24 e 25 marzo) e Torino (26 marzo).
 
Antonella Manili
 
 
 
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Martedì, 29 Marzo 2016 12:30

Benvenuti nel blog di Danza Più

E dal mese di aprile Danza Più è attiva anche con la sezione News!

Una pagina dedicata agli appassionati e a chi vuole avvicinarsi alla danza in maniera informata.

 

Il primo articolo uscirà il 1 aprile.

L'appuntamento sarà due volte al mese, nella prima e terza settimana.

 

Per saperne di più... seguiteci in questa sezione!

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Ad oggi siamo una Scuola di Danza e uno Studio Pilates che continua a diffondere nel territorio la passione per queste discipline, unita a uno studio attento del corpo e della crescita di ogni nostro allievo.

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