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Danza Piu - Displaying items by tag: danza fontenuova
La danza è una forma d’arte e i ballerini sono considerati artisti oltre che atleti e sportivi. Come tali, essi comunicano con il corpo, inteso come fisico e mente. 
Per i ballerini il corpo dunque è lo strumento, il mezzo con il quale esprimersi artisticamente. 
Nella danza tutti gli aspetti della forma fisica sono chiamati in gioco: una buona forma fisica è considerata alla base per ridurre il rischio di infortuni e migliorare la prestazione. 
La buona salute di un ballerino si traduce in una condizione di "benessere" quindi a tutto tondo. 
Questo significa che anche l’alimentazione influirà tantissimo sulle sue prestazioni, sul suo stato di benessere e sulla sua forma fisica. Se consideriamo che una sana alimentazione dovrebbe essere una regola per chiunque, figuriamoci per chi chiede al proprio corpo performance di alto livello. Il ballerino fisicamente in forma deve essere in grado di soddisfare i requisiti di uno specifico lavoro ad un livello ottimale.
 
Ma come si allena un ballerino?
 
Riporto qui di seguito l’elenco dei componenti di allenamento sono più importanti per un ballerino (fonte IADMS):
 
Aerobico: associato a livelli di attività moderata, più prolungata. 
Anaerobico: associato a brevi sessioni di attività massima ad alta intensità. 
Resistenza muscolare: capacità di un muscolo di produrre movimento continuo. 
Forza: capacità di un muscolo di produrre uno sforzo massimo occasionale. 
Potenza: aspetto esplosivo (legato alla velocità) della forza. 
Flessibilità: ampiezza di movimento di un’articolazione associata alla flessibilità di un muscolo. 
Coordinazione neuromuscolare: associata all'equilibrio, l'agilità, la coordinazione e l'abilità. 
Composizione corporea: composizione del peso del corpo in percentuale di muscoli e grasso. 
Riposo: periodo di inattività che consente il recupero e la rigenerazione.
 
Questo significa che ogni momento, ogni fase di allenamento richiederà un diverso dispendio energetico, uno sforzo altrettanto diverso, come richiederà una serie di macro e micro nutrienti che differiscono fra loro.
 
Da studi recenti è emerso purtroppo che la maggior parte di questi atleti non ha un apporto calorico e nutrizionale adeguato rispetto all’attività che svolge. Si tratta carenza di nutrienti, di diete sbagliate o troppo restrittive (ipocaloriche) che vengono intraprese e protratte per lunghi periodi senza dare però i risultati sperati. Alcune diete addirittura inducono ad un calo di massa magra (muscolare) considerevole con il rischio di aumentare fatica ed infortuni.
 
1articolo alimentazione
Un allenamento, come una gara, richiede non solo uno sforzo fisico ma anche mentale, quindi è fondamentale il bilanciamento corretto dei nutrienti, per questo non possono mancare:
 
Acqua
Carboidrati circa il 55-60%
Proteine circa il 12-15%
Grassi circa il 20-30%
 
Cosa mangiare quindi prima, durante e dopo un allenamento?
 
Nelle due, tre ore precedenti si consiglia di bere almeno 500-700 ml di acqua e di consumare un pasto leggero e digeribile, come ad esempio una porzione di riso integrale con delle verdure o del pesce. Durante va assunta altrettanta acqua, almeno 500 ml e sali minerali (frutta ad esempio) per ripristinare le scorte energetiche a livello muscolare. 
Il pasto vero e proprio deve essere consumato solamente al termine dell’allenamento: non può mancare un primo o un secondo con del pane, abbondanti verdure ed ortaggi. 
Sono sempre necessari gli integratori? Dipende. Se il soggetto segue una dieta sana e ben bilanciata non ne ha bisogno; se invece assume poca frutta e verdura o presenta deficit nutrizionali, possono essere assunti. Si consiglia sempre di valutare caso per caso considerando anche che gli integratori non sono tutti uguali.
 
Errori comuni da evitare: 
 
Saltare pranzo o cena (errore più comune) ; Alimentarsi con un solo tipo gruppo alimentare (es. solo proteine); Abolire completamente carboidrati e grassi (con la falsa che questi non servano e che facciano ingrassare); Tagliare drasticamente le calorie giornaliere togliendo energia ai muscoli (rischio di danni permanenti); Informarsi sul web o dal vicino di casa (affidatevi sempre a professionisti).
 
Elenco delle regole D’ORO:
 
- BEVETE sempre molta acqua, anche se non avete sete: non restate a secco!
- VARIATE molto gli alimenti, per coprire tutti i principi nutritivi;
- SCEGLIETE frutta di stagione e verdure fresche, ricchi di sali minerali e vitamine, almeno 2 o 3 volte al giorno;
- RIDUCETE i cibi preconfezionati: contengono spesso conservanti o quantità eccessive di grassi e zuccheri;
- MANGIATE con regolarità, ad orari costanti;
- MANGIATE lentamente, masticando bene;
- EVITATE di eccedere con i pasti e con stravizi per lunghi periodi, come durante le vacanze;
- NON SALTATE I PASTI, perché poi il corpo compensa accumulando più grassi;
- SCEGLIETE latte oppure succhi di frutta senza zucchero aggiunto;
- NON SALTATE MAI LA COLAZIONE: è il pasto più importante della giornata, dopo molte ore di digiuno;
- MANGIATE poco e spesso; per gli spuntini sono perfetti latte e frutta;
- SCEGLIETE carni bianche, pesce e legumi;
- EVITATE gli integratori, servono davvero solo in casi veramente limite.
 
2 articolo alimentazione
Quante calorie si consumano, danzando?
 
Dipende dalla danza e dal ballo, naturalmente, e dalla sua intensità e durata. Alcuni esempi?
Danzare in genere = 4 kcal/h*
Balli veloci = 5 kcal/h*
Balli aerobici = 6 kcal/h*
*da moltiplicare per i kg di peso corporeo.
Un esempio pratico. Se pesate 52 kg e danzate un balletto non troppo impegnativo per mezz’ora, consumate circa 104 kcal/h (4 kcal x 52 kg x ½ ora = 104).
 
In conclusione:
 
Come in tutte le attività sportive, anche nella danza, una corretta alimentazione diventa fondamentale per una completa funzionalità dell’organismo ed una maggiore performance del corpo. 
Si bruciano moltissime calorie e si perdono tanti sali minerali. Ancora più importante se i giusti consigli e accurate linee guida alimentari vengono proposte a ragazze e ragazzi in fase di crescita da professionisti seri e qualificati. Uno strumento utile a capire se l’alimentazione che stiamo seguendo è corretta è l’impiego del Diario Alimentare. Il Diario Alimentare è uno strumento di auto-osservazione del proprio comportamento alimentare. Aiuta a prendere consapevolezza delle proprie abitudini alimentari, soprattutto di quelle errate. Essere consapevoli del proprio stile alimentare è il primo passo per intraprendere in modo efficace un programma di cambiamento alimentare. Avete dubbi? Domande? Scrivetemi.
 
Dr.ssa Serena Fioravanti Biologa Nutrizionista
 
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Mercoledì, 07 Novembre 2018 12:19

Il buon uso della parola Danza

Capita, molto spesso, di imbattersi su internet o per strada in slogan pubblicitari di varie scuole o centri sportivi dove si pubblicizzano corsi di Ballo e/o di Danza.
 
immagine buon uso parolaQuello che ci chiediamo oggi è:  siamo davvero sicuri di conoscere la differenza fra i termini “ballo” e “danza”?
Potrebbe sembrare assurdo, ma può capitare di cadere in errore e usarli in modo errato, quando, in realtà, indicano due concetti ben diversi!
 
Chi desidera iscriversi a un corso dovrebbe informarsi e conoscere la differenza fra una scuola di ballo e una di danza e, soprattutto, fra i tantissimi stili che le costituiscono, al fine di fare una scelta consapevole e inerente ai propri gusti e alle proprie necessità.
 
Per scuola di Ballo si intende una scuola al cui interno possono esser insegnate le seguenti discipline:
  • il Liscio Unificato (Valzer, Mazurca e Polka), 
  • il Ballo da Sala ( Valzer Lento, Tango, Fox Trot), 
  • le Danze Standard (Valzer Inglese, Valzer Viennese, Tango, Slow Foxtrot e Quickstep),
  • le Danze Latino-americane ( Cha-cha-cha, Samba, Rumba, Paso Doble, Jive).
 
Per scuola di Danza, invece, si intende una scuola al cui interno si possono trovare i seguenti corsi:
  • Danza classica accademica
  • Danza moderna
  • Danza contemporanea
  • Propedeutica alla danza
 
Un ambito a sé è quello della Danza Sportiva (che comprende anche il ballo agonistico). Questa è uno sport con tutte le regole conseguenti dell’agonismo sportivo secondo i principi del CONI.
 
Molto diffusa ultimamente è la Zumba che, però, non rientra in nessuna delle categorie citate. Fa parte del mondo del fitness e consiste in movimenti afro-caraibici combinati con l’aerobica.
 
Bisogna, dunque, prestare attenzione a queste differenze e assicurarsi che il centro nel quale ci si è recati garantisca effettivamente ai clienti i servizi pubblicizzati. 
È purtroppo molto facile che una scuola si appropri indebitamente di un’etichetta che non corrisponde ai servizi forniti.
 
Essere consapevoli e informati è un aspetto imprescindibile per orientarsi e poter scegliere in modo critico la struttura alla quale affidarsi per studiare.
Elisabeth Cinti
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Cosa sono gli additivi alimentari? E perchè è importante conoscerli? 
 
Gli additivi alimentari sono delle sostanze che vengono aggiunte agli alimenti per soddisfare alcune esigenze tecniche e sono raggruppati in base alla funzione che svolgono una volta aggiunti al cibo, ad esempio coloranti, stabilizzanti, addensanti, gelificanti, antiagglomeranti, agenti che modificano la lucentezza, gas d’imballaggio e propellenti. 
 
Solo le sostanze che normalmente non sono consumate come alimento o che non sono dei tipici ingredienti degli alimenti, sono classificati come additivi. Nell’Unione Europea, vi sono tre direttive che stabiliscono la lista degli additivi che si possono utilizzare (escludendo gli altri), gli alimenti in cui essi si possono utilizzare e la quantità massima. 
 
Gli additivi considerati sicuri per l’utilizzo nel cibo sono contrassegnati da una sigla: E-numero (E per Europa), che è anche un modo semplice e conveniente per etichettare gli additivi permessi nei diversi Paesi Europei. Vediamone alcuni fra i più comuni:
 foto1alimentazioneadditivi
Coloranti
 
Si tratta di sostanze naturali o di prodotti di sintesi chimica che solo in alcuni casi esercitano qualche azione nutrizionale come avviene per esempio con i carotenoidi che hanno un’azione provitaminica. 
Nella maggior parte dei casi non hanno alcun effetto ma, a dosi molto elevate, possono provocare dei danni. Proprio per questo motivo, per i diversi coloranti, vi sono delle dosi accettabili giornaliere che non dovrebbero essere superate. 
 
Alcuni ricercatori recentemente hanno condotto uno studio somministrando ad alcuni bambini alimenti contenenti coloranti il cui impiego come additivo alimentare è consentito ed anche il conservante benzoato
Gli autori dello studio hanno osservato nei bambini delle modificazioni nei comportamentamentali che sono state attribuite proprio alla grande quantità di coloranti ingerita.
Lo studio ha sollevato molta preoccupazione nell’opinione pubblica e l’EFSA (Autorità Alimentare Europea) ha esaminato i dati sperimentali disponibili; si è giunti alla conclusione che fosse necessario abbassare le dosi accettabili giornaliere di alcuni di questi coloranti. Per legge la presenza di coloranti negli alimenti deve essere riportata in etichetta. Come per gli altri additivi si utilizza la sigla E seguita da un numero. I coloranti presentano numeri da 100 a 197 (ad esempio E 131 è il Patent blu, mentre E 150 è il caramello). 
 
Nelle etichette però non è specificato il contenuto dei singoli coloranti e quindi il consumatore non è in grado di capire se la quantità che viene assunta è nell’ambito della dose accettabile giornaliera. 
Alcuni coloranti sono nascosti in alimenti di cui non ne sospettiamo affatto la presenza: ad esempio il caramello si trova nelle bevande analcoliche “nere”, in molti dolciumi, in alcune salse, ecc. Non sapendo quanto ne è contenuto nei singoli alimenti non è possibile regolarsi sulle quantità che vengono assunte. 
 
Può essere utile leggere le etichette e controllare la presenza o meno di coloranti e, possibilmente, se uno stesso colorante è presente in più alimenti: in questi casi potrebbe essere opportuno rinunciare a consumarne qualcuno.
 
Stabilizzanti
 
Molti alimenti contengono una miscela di olio e acqua, nota come emulsione. Le emulsioni sono composte da sostanze chiamate emulsionanti, che permettono all’acqua e all’olio di mischiarsi assieme. Gli stabilizzanti sono utilizzati negli alimenti quali la maionese, la vinaigrette e i gelati per evitare che le varie sostanze si separino e così mantenere le proprietà fisiche e la composizione dei cibi. Tra i più comuni agenti stabilizzanti ci sono la farina di semi di carruba (E410) e gli alginati (E400-404).
 
Addensanti
 
Gli addensanti vengono aggiunti agli alimenti liquidi per aumentarne la viscosità, e generalmente sono costituiti da carboidrati (ad esempio l’idrossipropil metil cellulosa, E464). Gli addensanti a base di carboidrati rendono più densi i liquidi durante la cottura, quando i granuli di amido di cui i carboidrati sono composti assorbono l’acqua e rigonfiano. Questo processo causa l’intrappolamento di molecole d’acqua da parte dei granuli d’amido causando l’addensamento dei liquidi. Gli addensanti sono aggiunti ad una discreta quantità di cibi compresi salse e sughi.
 
Agenti Gelificanti
 
Gli agenti gelificanti sono utilizzati per addensare e stabilizzare alimenti liquidi, e per aggiungere consistenza. Anche se il loro scopo è molto simile a quello degli addensanti, gli agenti gelificanti formano gelatina, come suggerisce il nome. Gli agenti gelificanti sono generalmente proteine o carboidrati che quando vengono disciolti in liquidi formano una rete tridimensionale all’interno del liquido. Questo crea un alimento unico, che ha un aspetto solido, ma è composto per la maggior parte del liquido, ad esempio le gelatine, le marmellate e le confetture. Tra gli agenti gelificanti troviamo la pectina (E440) e i carragenani (E407).
 
Agenti Antiagglutinanti
 
Gli alimenti granulari o in polvere sono predisposti ad assorbire l’umidità, appiccicandosi e formando degli agglomerati, noto come agglutinazione. Questo rende molto difficoltoso l’uso di questi alimenti poiché non possono essere pesati, sparsi o miscelati uniformemente. Le sostanze antiagglutinanti rivestono le particelle alimentare e assorbono l’eccesso di umidità. Questa azione repellente nei confronti dell’umidità dalla superficie degli alimenti aiuta a prevenire l’agglutinazione e a mantenerne le caratteristiche suddette. Uno degli agenti agglutinanti più utilizzati è il silicato di calcio (E552), utilizzato per prevenire l’agglutinazione del lievito e del sale.
 
Agenti Glassanti
 
Gli agenti glassanti si usano per rendere brillante, lucido e protettivo il rivestimento degli alimenti, quali confetture, frutta e prodotti da forno. Gli agenti glassanti comuni sono la cera d’api (E901), la cera di Carnauba (E903) e gli acidi grassi (E570).
 
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L'occhio vuole la sua parte e il colore degli alimenti è sicuramente un ottimo mezzo promozionale, ma i consumatori dovrebbero imparare a conoscere i colori naturali come, ad esempio, gli alimenti e le bevande a base di menta che non debbono essere necessariamente verdi, così come gli aperitivi non debbono essere esclusivamente rossi o le cole nere o i gelati alla frutta che spesso riportano colorazioni accese, poco veritiere e quindi non del tutto naturali.
 
Dr.ssa Serena Fioravanti
 
 
Dr.ssa Serena Fioravanti Biologa Nutrizionista Roma
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Lunedì, 19 Marzo 2018 09:28

Salti nella danza: Jeté e Grand jeté

articolo salti fotoLo jeté è uno dei passi più noti nella danza classica. Il nome, corrispondente del francese “lanciare”, descrive il movimento che il corpo compie nell’esecuzione del passo stesso. In questo salto infatti il danzatore sposta il proprio peso corporeo da un piede sull’altro.
 
Come altri passi di danza, lo jeté richiede l’attenzione a molti dettagli che ne garantiscono una buona riuscita. 
 
Un buon salto è sicuramente aiutato da una buona partenza. È infatti la spinta dei piedi sul suolo a permettere un maggior slancio.
Per questo prima di partire è necessario fare un demi-plié.
 
Mentre si è ancora in demi-plié la gamba che inizia il passo (e che darà la direzione del salto) è liberata dal peso del corpo.
 
Una forte spinta permetterà di saltare in alto mantenendo per un istante il corpo in elevazione. 
SALTO FOTO 2
 
 
Il salto può terminare in vari modi, ma sempre su una gamba e in demi-plié per attutire il salto.
 
Durante tutta l’esecuzione è fondamentale inoltre avere rigidità nel core. Questo permetterà una maggiore stabilità e di “alleggerire” il peso rendendo il corpo meno gravoso e il salto più elevato.
 
Nello jeté, come in molti passi di danza, è fondamentale la forza esplosiva, ossia la capacità da parte del muscolo di esprimere la maggior forza nel minor tempo possibile. 
 
Esecuzione jeté
 
 
 
Esistono diverse varianti dello jeté.
Una delle più note è sicuramente il grand jeté. In questa variante una gamba viene lanciata in avanti tesa, l'altra è invece in Arabesque in modo da compiere in aria una spaccata. 
In questo video vengono evidenziati i muscoli coinvolti nel movimento e sono presentati diversi esercizi per la mobilità degli arti inferiori.
 
 
 
Esecuzione grand jeté nelle variazione
 
 
Antonella Manili
 
 
 
 
 
 
 
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