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Danza Piu - Displaying items by tag: danza
Nell’insegnamento della danza è fondamentale riuscire a far comprendere all’allievo il modo in cui deve essere eseguito un movimento.
 
4L’insegnate ricorre quindi a degli esempi pratici che però in alcuni casi non sono sufficienti. A questo punto accorre in aiuto il linguaggio: una spiegazione tecnico-scientifica o fantasiosa (in base all’età) può essere di aiuto per la creazione di una visone mentale del movimento, e di una sua percezione fisico-spaziale.
 
Questa pratica però mette l’insegnate nella condizione di affrontare il problema di descrivere per mezzo di parole un movimento.
 
In un articolo apparso sul “giornaledelladanza.com” la dottoressa ed esperta Luana Poggini (con riferimento al libro “Dance Anatomy and Kinesiology” di Karen Clippiger) illustra mediante sette punti quali accortezze prendere per riuscire a spiegare verbalmente i passi della danza.
 
Prima di scegliere il tipo di linguaggio da utilizzare è di fondamentale importanza avere ben presente chi ascolta
5
 
L’insegnamento propedeutico necessita infatti di un linguaggio più accessibile, chiaro, e ricco di immagini, metafore e similitudini che consentano al bambino di restare attento, giocare mentalmente con le nozioni e quindi comprendere il gesto. 
L’allievo così riuscirà ad imparare divertendosi. 
 
L’insegnamento rivolto ad un pubblico più maturo ed esperto potrà invece far leva su nozioni più tecnico-scientifiche, più precise e dettagliate che abbiano come obiettivo sempre quello di creare un’immagine mentale del passo.
 
IMPORTANTISSIMO nell’apprendimento di un movimento è la capacità di crearne un’immagine mentale. Ogni parola usata deve infatti essere ben ponderata e scelta con l’obiettivo di produrre nella mente del ballerino una visone il più fedele possibile al movimento. Solo in questo modo la realizzazione del passo risulterà concorde all’intenzione di chi spiega. Per facilitare questo passaggio vengono in aiuto metafore, immagini anatomiche o modellini umani per apprendere con precisone quali parti del corpo dovranno essere attivate e in che modo attivarle.
 
Perciò in ogni spiegazione non dovrà mai mancare il riferimento alla sezione (o più sezioni) del corpo interessata nel gesto.
 
Altrettanto fondamentale però sarà precisare e comprendere dove nasce il movimento. Ad esempio nei salti è necessario sentire bene la pressione della pianta del piede sul pavimento e la spinta di quest’ultimo lontano dal corpo. Nel rond de jamb è l’anca a compiere la rotazione e non il piede per terra. 
 
Può aiutare riuscire a dividere le parti del corpo, indicando quali di esse debba muoversi e quale invece debba rimanere ferma. Avere ben presente che nei passi che coinvolgono gli arti inferiori le anche fungano da cardini, mentre nei movimenti che coinvolgono gli arti superiori lo stesso ruolo è ricoperto dalle spalle. Ciò comporta che la verticalità del bacino o la depressione delle scapole non debba essere alterata da un battement o da un port de bras
 
Anche per questo è necessario essere a conoscenza dei limiti motori delle nostre articolazioni. Infatti ogni parte del corpo può compiere solo alcuni movimenti. Comprendere quale articolazione attivare in un passo di danza e come muoverla nei suoi limiti fisionomici avrà come risultato la realizzazione corretta dell’esercizio motorio.
 
Infatti spesso si cerca di trasmettere l’idea del corpo umano come un insieme di punti uniti da assi. Questa visione 
3nsente di avere un maggior controllo dell’apparato. Un esempio palese è nell’equilibrio: l’immagine di testa, bacino e piede (o punta) come tre punti allineati consentirà di stabilizzare il baricentro e trovare l’equilibrio.
 
Punti come articolazioni e assi come ossa spiegano come sia necessario parlare di movimento attraverso l’apparato scheletrico e non, come spesso (erroneamente) si fa, attraverso l’apparato muscolare. Richiamare l’attenzione sui muscoli potrebbe infatti portare ad un’eccessiva attivazione di questi ultimi. Pensare di alzare una gamba contraendo il quadricipite può causare una controproducente contrazione del muscolo che può divenire un limite. Pensare invece di alzare una gamba a partire dal piede, che spinge sul pavimento e allontana dal corpo l’arto, e degli ischi che rimangono fermi e consentono all’anca di ruotare, porta invece a una capacità di elevazione della gamba notevolmente maggiore. Come anche “indurire” i glutei nell’esecuzione di un pliè può limitarne la profondità.
 
Per questo motivo come la giusta parola può determinare un’ottima esecuzione di un passo, una sbagliata può causarne il fallimento.
 
Che sia attraverso la fantasia o attraverso la biomeccanica del movimento ha poca importanza. Ciò che conta è creare tramite le parole un’immagine nella mente di chi ascolta con l’obiettivo di trasmettere la consapevolezza del movimento da insegnante ad allievo, e ottenere così il gesto desiderato.
 
Antonella Manili
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Giovedì, 03 Gennaio 2019 11:45

Danza Più: Buon 2019, 43°anno insieme a voi

Danza Più augura a tutti un buon inizio anno

Iniziamo insieme il 43°anno della Scuola

Per augurare un buon 2019 abbiamo scelto due video che mostrano il backstage del nostro ultimo saggio ispirato al "Mago di Oz".

Buona visione e buon nuovo anno.

 
 
Danza Più dal 1976,
Scuola di Danza, specialiizata in Danza Classica e Moderna
Studio Pilates e Gyrokinesis®, specializzato  per i danzatori
Per info: siamo in Via del Brennero 70-72-74, ingresso e Segreteria al n 60 Fonte Nuova (Tor Lupara)
oppure chiamaci al 347 5345935, 
o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
www.associazionedanzapiu.it
 

 

 

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Mercoledì, 06 Giugno 2018 12:18

Summer Intensive School 2018

Pronti a passare tre settimane all'insegna della danza e del divertimento?
Che cos'è la Summer Intensive School?
 
La Summer School consiste in 3 settimane di lezioni quotidiane, nelle quali gli allievi sperimenteranno vari laboratori e un approccio a diversi stili, divertendosi e mantenendosi in forma!
1 summer intensive schoo2018lDanza Più propone la Summer Intensive School per
 
* divertirsi
* arricchire la propria preparazione 
* mantenersi in allenamento e movimento durante l'estate
 
La Summer Intensive School è un momento creato da Danza Più a Fonte Nuova, per confrontarsi con nuovi stili e tecniche di danza, ma soprattutto per andare alla scoperta del proprio corpo e di se stessi.
 
Essere un danzatore consapevole, a prescindere se si voglia intraprendere o meno la carriera, è il primo passo per un corretto approccio alla danza, un'arte che, oltre a essere una disciplina, sa regalarti forti sensazioni, perché ti immerge in un mondo fatto di arte ed emozioni.
 
La Summer Intensive School è aperta a tutti, anche a chi non è socio dell'associazione.
 
E' necessario prenotarsi entro il 13 giugno per consentire un'adeguata organizzazione delle lezioni.
Ecco un video in cui potete dare un'occhiata alla Summer School della scorsa estate!
 
 
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Dal 1 giugno al 5 luglio Danza Più offre la possibilità di
pre-iscriverti al Nuovo Anno 2018-2019
 con imperdibili offerte 
 
 
Danza Più è nata a Fonte Nuova nel 1976.
 
La nostra filosofia è promuovere e far conoscere la danza come arte e cultura.
 
Ad oggi è una Scuola di Danza e uno Studio Pilates&Gyrokinesis®, che integra un corretto insegnamento della danza con una profonda conoscenza del proprio corpo.
 
Da 42 anni siamo specializzati nella danza classica e moderna, e ne seguiamo aggiornamenti ed evoluzioni.
 
All'interno del percorso didattico inoltre i nostri allievi, oltre a formarsi in danza classica e moderna studieranno anche:
 
- Danza di Carattere 
- Tecniche di supporto quali: il Piates e la Gyrokinesis®
 
Il nostro scopo è fornire a i nostri allievi:
 
1) un percorso continuativo e costante da quando sono bambini sino a i corsi avanzati
 
2) una formazione professionale per renderli dei danzatori consapevoli e completi, con un percorso che li avvicina al mondo della Danza

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Vieni a trovarci:

siamo in Via del Brennero 70-72-74,
ingresso e Segreteria al n 60 
Fonte Nuova (Tor Lupara).
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AMORE PER LA DANZA. IN OGNI PASSO
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I movimenti degli arti inferiori rispetto al tronco hanno il loro fulcro sul bacino, più specificatamente sull'articolazione coxofemorale, è questo l'elemento che ci permette di camminare, che sostiene il peso del corpo e deve resistere alle sollecitazioni gravitazionali.
 
La struttura è tale da attutire le sollecitazioni gravitazionali; la colonna è centrale e verticale mentre le facce dell'articolazione coxofemorale sono inclinate in avanti e in basso, il collo del femore ha un angolo di circa 90° rispetto alla cavità in cui si inserisce la testa, ed ha un angolo di circa 120° rispetto al corpo del femore, il femore ha poi un'inclinazione che va dall'alto verso il basso e dal lato al centro. In tal modo le sollecitazioni che partono dal piede non arrivano in linea diretta alla testa ma sono frammentate, e quindi ridotte.
 
anca forze 1
 
L'articolazione coxofemorale è composta da quattro ossa. 
Per il versante bacino partecipano le tre ossa che lo costituiscono ovvero l'osso pubico in avanti e medialmente, l'osso ischiatico in basso e l'osso iliaco posteriormente e lateralmente, queste formano la cavità acetabolare.
 
Sul versante femorale partecipano all'articolazione la testa del femore, a forma sferica, ed il collo del femore, posto obliquamente all'asse principale di questo.
 
La cavità acetabolare non è una mezza sfera cava perfetta né completa infatti è interrotta in basso da un'incisura, l'incisura acetabolare; anche la testa del femore non è una sfera anche se tende con gli anni ad avvicinarsi alla forma sferica.
 
Le due superfici, acetabolo e la testa del femore, sono rivestite da una cartilagine che è più spessa nei punti in cui la pressione, in posizione eretta, è maggiore. La funzione della cartilagine è quella di assorbire una parte delle sollecitazioni grazie alla sua elasticità e permettere uno scorrimento migliore delle superfici una sull'altra.
 
Il collo del femore è circondato da una capsula fibrosa che racchiude al suo interno la testa del femore e si salda tutto intorno al margine dell'acetabolo; costituisce così un manicotto di contenimento. Il liquido sinoviale riempie questo spazio e "lubrifica" le superfici. 
La capsula è rinforzata da cinque fasci fibrosi che sono:
 
1. il legamento ileofemorale. Ha una forma ad Y di cui un capo è inserito in prossimità della spina iliaca anteroinferiore e gli altri due sul femore vicino al grande trocantere
 
2. il legamento pubofemorale. Dalla cresta otturatoria si porta in basso e lateralmente fino a fondersi con il legamento ileofemorale
 
3. il legamento ischiofemorale. Dalla tuberosità ischiatica si porta al grande trocantere fondendosi con il legamento ileofemorale
 
4. Il legamento acetabolare trasverso. Collega i due estremi dell'incisura acetabolare
 
5. il legamento rotondo. Collega la fossa acetabolare con la parte più alta della testa del femore (fovea capitis). Questo ha il compito di mantenere la testa del femore fissata all'acetabolo
 
foto anca
 
In questo modo le due porzioni, la cavità acetabolare e la testa del femore, oltre ad essere saldamente tenute insieme possono compiere ampi movimenti di:
 
a) flessione, in cui il femore è portato in avanti; (fig 1.) A ginocchio flesso si possono raggiungere i 120° mentre a ginocchio esteso la flessione del femore tende a 90°
 
b) estensione, in cui il femore è portato indietro; (fig 2). In posizione prona e con gamba estesa, mentre il bacino e la colonna sono immobili, non si superano i 15°; con il concorso del movimento lombare si può arrivare ad un angolo di 40°
 
c) abduzione, in cui il femore è portato lateralmente; (fig 3). In posizione supina, è di circa 40-45°
 
d) adduzione, in cui il femore è portato medialmente; (fig 4): l'ampiezza del movimento è di circa 30°
 
e) rotazione, in cui la gamba ruota verso l'interno o l'esterno in posizione flessa, mentre il ginocchio e la coscia  rimangono fermi a 90° rispetto al busto. L'ampiezza di questi movimenti è di circa 40° verso l'esterno e circa 45° verso l'interno
 
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Dott. Antonio Cannistrà
 
Dott. Antonio Cannistrà, Medico, specialista in Ematoligia e Statistca Sanitaria.
Ricercatore per l'Italian Center for Single Session Therapy
 
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Quando si parla di Danza si pensa ad una vera e propria forma d’arte carica di emozioni, e raramente alla fatica e all’impegno che si celano dietro ogni passo.
 
La formazione di un danzatore nasce nella sala di danza ma, soprattutto in livelli più avanzati, la preparazione deve essere supportata da una serie di discipline che aiutano il ballerino sia da un punto di vista fisico, sia da un punto di vista mentale.
Non si tratta di danza, ma di tecniche di supporto che sicuramente le valgono un grande aiuto. Alcune tra queste sono: PILATES, GYROKINESIS® e GYROTONIC®.
 
d79666bc8b116563c4bc5c711d5c5a9f--pilates-body-pilates-fitnessIl Metodo PILATES è una disciplina nata agli inizi del ‘900 e oggi diffusa in tutto il mondo. I suoi movimenti possono essere svolti sia a corpo libero sia utilizzando attrezzi e macchinari.
Joseph Hubertus Pilates fin da piccolo soffriva di asma, rachitismo e febbre reumatica. Quando Joseph Pilates lo ideò, intendeva sviluppare un metodo che permettesse alla mente umana di essere in totale armonia con il corpo.
 Secondo Pilates tale armonia poteva essere raggiunta attraverso alcuni principi base quali:
la concentrazione assoluta, il controllo di ogni parte del corpo, la sua fluidità, la precisone, una giusta respirazione, servendosi della forza scaturita dal baricentro (detto Core o Power House).
Solo attraverso questi sei pilastri è possibile entrare in sintonia con il proprio corpo e controllare con la mente ogni singolo muscolo.
 

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Decisamente più giovani sono i metodi GYROKINESIS® e GYROTONIC®, concepiti dall’ex primo ballerino ungherese Juliu Hovarth.
L’idea di Hovarth nacque da uno sfortunato evento: nel pieno del suo successo, un infortuno al tendine d’Achille lo allontanò per sempre dal palcoscenico. Se da un lato l’incidente gli valse la carriera, dall’altro lo spinse ad impegnarsi nell’aiuto di chi viveva una situazione simile alla sua. Sfruttando le proprie conoscenze nel campo, arrivò ad ideare i due metodi come tecniche di riabilitazione per garantire il benessere psicofisico e il recupero del corpo. 
 La GYROKINESIS®  si incentra su una serie di esercitazioni mediante l’utilizzo di uno sgabello e di un tappetino. I movimenti svolti sono in grado di aumentare la capacità funzionale della colonna vertebrale e di acquisire flessibilità, resistenza e una migliore postura. Anche con il GYROTONIC® il corpo ne guadagna in elasticità e resistenza. Il sistema prevede l’utilizzo di un macchinario specifico con cui possono essere eseguiti numerosi esercizi, ovviamente calibrati in base al soggetto che li svolge. Questo metodo permette la sollecitazione di ogni parte del corpo, partendo dall’apparato osteoarticolare e quello muscolo scheletrico. 
 
PILATES, GYROKINESIS® GYROTONIC® sono largamente usati da sportivi e soprattutto dai danzatori per
 
- migliorare la propriocezione del proprio corpo
 
- raggiungere una maggior consapevolezza, concentrazione e controllo nei movimenti
 
- acquisire maggiore flessibilità e mantenere un corretto allineamento
 
- ottimizzare il movimento, lavorare al meglio delle possibilità, con minor sforzo e stress per le articolazioni e la muscolatura e per migliorare la propria performance
 
- una migliore riuscita nei movimenti e un più rapido raggiungimento degli obbiettivi prefissati 
 
Avreste mai pensato di trovare così tanto dietro la perfetta esecuzione di una piroette?
 
Antonella Manili
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Danza Più è la prima Scuola di Danza di Fonte Nuova, nata nel 1976 e specializzata in danza classica e moderna.

Ad oggi siamo una Scuola di Danza e uno Studio Pilates che continua a diffondere nel territorio la passione per queste discipline, unita a uno studio attento del corpo e della crescita di ogni nostro allievo.

Vieni a trovarci, siamo in via del Brennero 60-74 Fonte Nuova (Tor Lupara).