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Danza Piu - Displaying items by tag: danzatore
Quando si parla di Danza si pensa ad una vera e propria forma d’arte carica di emozioni, e raramente alla fatica e all’impegno che si celano dietro ogni passo.
 
La formazione di un danzatore nasce nella sala di danza ma, soprattutto in livelli più avanzati, la preparazione deve essere supportata da una serie di discipline che aiutano il ballerino sia da un punto di vista fisico, sia da un punto di vista mentale.
Non si tratta di danza, ma di tecniche di supporto che sicuramente le valgono un grande aiuto. Alcune tra queste sono: PILATES, GYROKINESIS® e GYROTONIC®.
 
d79666bc8b116563c4bc5c711d5c5a9f--pilates-body-pilates-fitnessIl Metodo PILATES è una disciplina nata agli inizi del ‘900 e oggi diffusa in tutto il mondo. I suoi movimenti possono essere svolti sia a corpo libero sia utilizzando attrezzi e macchinari.
Joseph Hubertus Pilates fin da piccolo soffriva di asma, rachitismo e febbre reumatica. Quando Joseph Pilates lo ideò, intendeva sviluppare un metodo che permettesse alla mente umana di essere in totale armonia con il corpo.
 Secondo Pilates tale armonia poteva essere raggiunta attraverso alcuni principi base quali:
la concentrazione assoluta, il controllo di ogni parte del corpo, la sua fluidità, la precisone, una giusta respirazione, servendosi della forza scaturita dal baricentro (detto Core o Power House).
Solo attraverso questi sei pilastri è possibile entrare in sintonia con il proprio corpo e controllare con la mente ogni singolo muscolo.
 

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Decisamente più giovani sono i metodi GYROKINESIS® e GYROTONIC®, concepiti dall’ex primo ballerino ungherese Juliu Hovarth.
L’idea di Hovarth nacque da uno sfortunato evento: nel pieno del suo successo, un infortuno al tendine d’Achille lo allontanò per sempre dal palcoscenico. Se da un lato l’incidente gli valse la carriera, dall’altro lo spinse ad impegnarsi nell’aiuto di chi viveva una situazione simile alla sua. Sfruttando le proprie conoscenze nel campo, arrivò ad ideare i due metodi come tecniche di riabilitazione per garantire il benessere psicofisico e il recupero del corpo. 
 La GYROKINESIS®  si incentra su una serie di esercitazioni mediante l’utilizzo di uno sgabello e di un tappetino. I movimenti svolti sono in grado di aumentare la capacità funzionale della colonna vertebrale e di acquisire flessibilità, resistenza e una migliore postura. Anche con il GYROTONIC® il corpo ne guadagna in elasticità e resistenza. Il sistema prevede l’utilizzo di un macchinario specifico con cui possono essere eseguiti numerosi esercizi, ovviamente calibrati in base al soggetto che li svolge. Questo metodo permette la sollecitazione di ogni parte del corpo, partendo dall’apparato osteoarticolare e quello muscolo scheletrico. 
 
PILATES, GYROKINESIS® GYROTONIC® sono largamente usati da sportivi e soprattutto dai danzatori per
 
- migliorare la propriocezione del proprio corpo
 
- raggiungere una maggior consapevolezza, concentrazione e controllo nei movimenti
 
- acquisire maggiore flessibilità e mantenere un corretto allineamento
 
- ottimizzare il movimento, lavorare al meglio delle possibilità, con minor sforzo e stress per le articolazioni e la muscolatura e per migliorare la propria performance
 
- una migliore riuscita nei movimenti e un più rapido raggiungimento degli obbiettivi prefissati 
 
Avreste mai pensato di trovare così tanto dietro la perfetta esecuzione di una piroette?
 
Antonella Manili
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Sappiamo tutti quanto sia importante mangiare correttamente e ancor di più vi è uno stretto legame tra una corretta nutrizione e prestazione atletica, qualunque sia lo sport preso in considerazione, danza compresa. Diventa particolarmente interessante se si parla di sport nell’infanzia e nell’adolescenza, periodi nei quali alle esigenze per l’attività fisica si vanno a sommare quelle per l’accrescimento e le altre attività tipiche dell’età. In questa fase della vita l’alimentazione è un fattore cruciale non solo per garantire buoni risultati sul campo, ma anche e soprattutto per una buona crescita e un buon rendimento nelle attività scolastiche. Si tratta di un periodo delicato nel quale l’organismo è in formazione. Una alimentazione errata, per eccesso o difetto, per qualità e quantità, non soltanto può pregiudicare la prestazione atletica ma, cosa molto più importante, può portare a problemi nell’accrescimento che a loro volta potranno essere causa di problemi ancor più severi nell’età adulta; dal sovrappeso, all’obesità, al corteo di patologie che queste si portano dietro fino al sottopeso, alla dismenorrea o ai disturbi del comportamento alimentare tipici di atleti che praticano sport con rigidi requisiti estetici o categorie di peso.
 
Il sovrappeso e la successiva obesità infantile sono condizioni che non vanno sottovalutate, anzi. In continuo aumento, i bambini in forte sovrappeso sono a rischio di numerose patologie sia nel breve termine sia nel lungo periodo ovvero in età adulta. Un recente studio tutto italiano ha evidenziato come già in età infantile, i chili di troppo possano predisporre a malattie gravi quali diabete e patologie cardiovascolari.
Vi sono alcuni fattori di rischio da tenere in considerazione:
 
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Solitamente in qualità di Biologa Nutrizionista consiglio sempre per chi vuole mantenere sotto controllo il peso, ai genitori in primis, di evitare di far sì che il proprio figlio resti troppe ore seduto davanti ad apparecchi elettronici o passi troppo tempo a giocare con uno smartphone. 
È importante educare sin da subito i più piccoli alla sana e corretta alimentazione e per farlo spesso occorre prima sensibilizzare i genitori. Contattare un Biologo Nutrizionista per elaborare un piano alimentare per i bambini significa anche questo: affidarsi ad un professionista della biologia, fisiologia ed anatomia umana con la certezza di essere accompagnati durante un percorso che mette al primo posto un sano stile di vita. 
Qui di seguito riporto uno schema semplice ma di alto impatto: cosa rischia il vostro bambino mangiando in modo sregolato e spropositato? Tante complicazioni per la salute:
 
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 Non si tratta dunque soltanto di un fattore estetico e di autostima del bambino (che sicuramente risulta essere la componente principale) ma si sfocia successivamente, quando magari è troppo tardi per riparare, in eventuali patologie di grado anche grave.
Molte mamme quindi mi chiedono: “Ma se mio figlio vuole fare merenda con la merendina, come posso trovare un’alternativa?”
 
 
Alternative dolci
 
Macedonia di frutta servita con pinoli tostati e cocco in scaglie.
 
Frutta a pezzi mischiata a yogurt greco o yogurt intero biologico, magari con l’aggiunta di cocco in scaglie e cacao o un cucchiaio di marmellata
 
Qualche biscottino crudista (attenzione solo che sono molto zuccherini!): tritate 140 g di mandorle bianche; aggiungete 80 g di uvetta (o datteri), 40 g di miele e un cucchiaino di vaniglia in polvere. Tritate nuovamente fino ad ottenere un composto appiccicoso ma malleabile: formate delle palline con le mani leggermente bagnate, disponetele su un piatto e lasciate refrigerare per almeno mezz’oretta
Bon-bon di cocco (anche per questi attenzione alle quantità di cui i bambini si serviranno!): in un mixer unite 200 g di cocco in scaglie, 60 g di olio extravergine di cocco (o burro ghee), 40 g di crema al 100% di frutta secca a vostra scelta (tahin, mandorle, nocciole…), 30 g di cioccolato fondente a scaglie, 30 g di miele. Lasciate in frigo qualche ora, quindi formate delle palline con le mani e conservate in frigo finché non verrano piluccate.
 
Frullati di frutta fresca, aggiungendo acqua a seconda di quanto li volete fluidi. Potete aggiungere anche ingredienti extra, come ad esempio cacao o vaniglia, oppure sostituendo l’acqua con latte vegetale non zuccherato (di avena, mandorla, riso, cocco…) o con qualche cucchiaiata di yogurt intero biologico.
 
Alternative salate
 
Un paio di fette di melone con due o tre fette di crudo senza conservanti
 
Bruschetta versatile: fate tostare una fetta di pane a lievitazione naturale e proponetela con l’abbinamento che più piace al bambino; ad esempio con pesto (genovese o di pistacchi), con olio evo-pomodorini-origano, con un pezzettino di formaggio semistagionato a latte crudo, con ricotta di capra e basilico
 
Un pezzetto di parmigiano con un paio di noci
 
Frutta secca “furba”: quando avete tempo fate tostare in una padella a un manico 3-4 tipi di frutta secca a piacere (nocciole, mandorle, pinoli…), avendo cura di tostare ciascuna varietà separatamente perché richiedono tempi differenti. Ponete in un mixer insieme con un cucchiaino di sale marino integrale ogni 80 g di frutta secca, tritate 2-3 volte a impulsi e trasferite in un vaso di vetro da conservare in armadietto. Il sale marino aiuta a rimpinguare in modo naturale i sali minerali persi durante i giochi estivi, senza controindicazioni per la salute dei piccoli – purché non si esageri nelle quantità!
 
Pesto di pomodorini velocissimo: lasciate in ammollo 8 pomodorini secchi per mezz’ora; scolate e tritate con 60 ml di olio extravergine d’oliva, una manciata di foglie di basilico e 30 g di frutta secca a vostra scelta. Aspettate a salare: i pomodorini sono già molto saporiti, e potrebbe non esserci bisogno di insaporire ulteriormente. Spalmate il pesto così ottenuto su verdura cruda o su crackers (fatti con olio extravergine) o su pane tostato (a lievitazione naturale).
 
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E se invece il piccolo fa fatica a mangiare frutta e verdura di stagione? Come si può fare? 
Inventare. Esatto avete letto bene. Inventare e quindi stimolare la fantasia dei più piccoli. 
 
Ecco qualche esempio pratico a base di frutta:
 
1. Sicuramente la frutta grigliata fa al caso vostro.  A piacimento la frutta grigliata potrà essere servita sia a spiedini che a fettine, magari per accompagnare un gelato o una crema. Ovviamente questo diventa un "piatto" prettamente estivo
 
2. Fare delle marmellate e confetture fatte in casa, con accanto appunto i vostri piccoli. E' un altro modo per coinvolgerli in cucina e anche per dimostrare loro che possono rendersi utili
 
3. Creare delle sfiziose merende con ricette semplici e soprattutto colorate in modo tale da colpire l'occhio attento dei vostri figli. Un esempio? Creare con delle fragole o lamponi e della panna dei pupazzi di Natale! Decorate con gocce di cioccolata
 
4. Creare deliziosi sciroppi da mettere su gelato o macedonia. Di seguito il procedimento per lo sciroppo alle pesche: fate sbollentare per qualche minuto delle pesche intere di taglia preferibilmente piccola, precedentemente private della buccia. Quando saranno morbide, scolatele e mettetele da parte a raffreddare. Preparate una soluzione di acqua, zucchero e un pizzico di cannella. Lasciate scaldare sul fuoco, mescolando fino a che lo zucchero non si sarà sciolto. Quando lo sciroppo sarà freddo, trasferitelo in una ciotola con ad esempio pesche intere sbollentate, fragole a pezzetti, more e mirtilli
 
5. Unire allo yogurt bianco tanti pezzetti di frutta colorata, di stagione, per una merenda sana e allegra! I bambini ne andranno ghiotti
 
 
E per le verdure invece?
Ecco alcuni consigli per mangiarle evitando la monotonia e facendo divertire i bambini:
 
1. Cuciniamo bene: è necessario imparare i giusti tempi di cottura, le ricette più sfiziose e i condimenti e le spezie che valorizzano le verdure nel miglior modo possibile. Bisogna sperimentare
 
2. La Regola del cucchiaio: si può adottare una regola, ovvero che tutti devono mangiare almeno un cucchiaio di ‘cibo verde’ durante la cena. Che sia insalata, spinaci, minestra, piselli... Tutte le verdure verdi vanno benissimo, e anche in piccola quantità. Si inizia sempre pian piano, senza forzare, piuttosto dobbiamo mettere curiosità al bambino
 
3. Camuffare: per dimostrare ai bambini che le verdure sono buone, mettiamole all’interno delle loro ricette preferite. Nel sugo della pasta, nelle minestre, nelle polpette e polpettoni, nelle lasagne. Insomma arricchiamo i loro piatti preferiti giocando con forme e colori
 
4. Manipolare: portiamo i bimbi a fare la spesa, facciamogli mettere le verdure nel carrello, pesarle, etichettarle e manipolarle. Facciamogli preparare la cena insieme a noi: manipolare i cibi è il miglior modo per conoscerli e non averne paura
 
5. Mangiare sempre insieme: è fondamentale mettersi a tavola e condividere il momento del pasto insieme ai figli. Se a pranzo ciò non è possibile, a cena è caldamente consigliato
 
6. Non dare punizioni: purtroppo è così. Più sgrida il bambino o lo si forza a fare qualcosa e più lui si impunterà e si ostinerà a non fare ciò per cui lo state forzando. E' invece necessario spiegare al bambino l'importanza del cibo
 
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E’ di fondamentale importanza scegliere frutta e verdura di stagione, meglio ancora se locale, quindi Italiana o comunque biologica Italiana. 
 
Se c’è infine un elemento essenziale per la prestazione dell’atleta quello è sicuramente l’acqua
 
Anche una lieve disidratazione può determinare cali significativi della performance e senza interventi adeguati può portare l’atleta al crollo per affaticamento eccessivo o, peggio ancora, per colpi di calore. È necessario rimpiazzare costantemente l’acqua perduta tramite sudorazione in modo da permettere una efficiente regolazione della temperatura corporea: un ruolo importante nel determinare il fabbisogno lo giocano la temperatura e l’umidità ambientale in cui l’atleta lavora. Ricordate che i bambini, specie i più piccoli, sono più facilmente soggetti a disidratazione e possono percepire la sete in misura minore.
 
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Il linea di massima il giovane dovrebbe consumare circa 400 ml di acqua nelle due ore che precedono l’attività fisica. Durante l’attività andrebbero consumati circa 100 ml di fluidi ogni 20 minuti circa; un bel sorso di acqua se l’attività è inferiore ai 60 minuti, mentre se l’attività è superiore ai 90 minuti o si svolge a temperature elevate in ambienti umidi potrebbe essere consigliabile l’utilizzo di bevande pensate per lo sport, per garantire il recupero dei sali persi con la sudorazione, facendo attenzione che non contengano caffeina, guaranà o altri stimolanti. Ricordate che si tratta di bevande destinate al consumo in situazioni particolari come queste e che non c’è alcun motivo di proporle al giovane al di là dello specifico ambito di utilizzazione. Detto in maniera diretta, non usatele come bibite, perché non è questo il loro lavoro, e, già che ci siamo, cercate di limitare al massimo anche l’uso di bevande gassate, dai tè in lattina, alle aranciate e compagnia bella: apportano calorie inutili, che non danno sazietà, e possono contribuire in maniera significativa nel determinare sovrappeso e problemi ai denti.
 
In conclusione:
 
Consiglio sempre di coinvolgere i piccoli in cucina: la corretta alimentazione parte molto dall’unione familiare e dal mangiare insieme a tavola. Infine l’alimentazione giusta non è detto che trasformerà vostro figlio in un campione, ma gli assicurerà una crescita e uno sviluppo armoniosi: lo sport è una scuola di vita, non è un mezzo per affermare se stessi battendo o umiliando gli avversari, è una ricerca dei propri limiti e per i più giovani è un importante momento di socializzazione e di scoperta. Aiutiamoli a trarre il massimo da queste esperienze, partendo dalla tavola.
 
Dott.ssa Serena Fioravanti 
 
 
 
Dr.ssa Serena Fioravanti Biologa Nutrizionista Roma
 
Per prenotazioni visite o info:
E-MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
CELLULARE: 331-9562402
 
 
SEDI: Fonte Nuova, Mentana, Monterotondo, Villalba di Guidonia
 
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Martedì, 17 Ottobre 2017 12:26

Io danzo perché … mi fa star bene!

La danza, un’attività primordiale dell’essere umano, caratterizza ancora oggi la vita dell’uomo, declinandosi in forme e generi diversi. Alla base dei differenti stili ed espressioni , che la caratterizzano nelle varie parti del mondo,  c’è però un punto in comune da evidenziare: la danza migliora la salute dell’uomo.
 
A beneficiare dei numerosi effetti positivi che la danza apporta a livello fisico, mentale, psicologico ed emotivo sono non solo i giovani, ma anche gli adulti. Non c’è infatti alcun limite d’età per dedicarsi ad un’ attività così rigenerante per il corpo e lo spirito. 
 
Sul piano fisico la danza aiuta il funzionamento del cuore, prevenendo l’insorgere di patologie cardiache. Uno studio 
articolo settembre 2017pubblicato  sul Journal of Exercise Psychology e condotto su un gruppo di donne sedentarie che ha iniziato a praticare danza due volte a settimana per tre mesi, ha dimostrato un miglioramento della frequenza cardiaca e un rafforzamento dei muscoli addominali.
 
La danza migliora anche la postura, aiutando a risolvere e a prevenire problemi posturali che insorgono fin dall’infanzia. Viene infatti insegnato ai bambini, fin da subito, come mantenere una giusta postura e come correggere atteggiamenti e posizioni scorrette. 
 
Per quanto riguarda i muscoli, anche questi risentono dei benefici apportati dal ballo. Svolgendo un’attività regolare e opportuni esercizi di allungamento i muscoli diventano più flessibili e resistenti. Infatti danzando si aumenta la resistenza, ovvero la capacità della muscolatura di lavorare a lungo senza fatica.
 
Se sono dunque numerosi i modi in cui la danza influisce sulla salute fisica, non vanno trascurati gli effetti importanti che arreca a livello psicologico.
 
Danzare infatti combatte ansia, stress e depressione, problemi tipici della società moderna ed eccessivamente frenetica in cui viviamo. Disturbi di questo tipo riguardano ormai in misura sempre maggiore gli adolescenti, oltre che gli adulti. E’ stato dimostrato che il movimento libera endorfine, responsabili del benessere mentale e della sensazione di felicità. 
 
A proposito di questo, alcuni studiosi dell’università svedese di Örebro hanno appurato che la danza migliora lo stato psico-fisico degli adolescenti, attraverso uno studio condotto su un campione di 112 ragazze fra i 13  e i 19 anni, affette da disturbi psicosomatici. Circa il 91 % delle ragazze che hanno seguito lezioni di danza per otto mesi hanno mostrato, alla fine dello studio, un aumento del livello di autostima e di sicurezza in sé stesse, rispetto alle ragazze che non hanno danzato. 
 
A livello mentale la danza rafforza la memoria e aumenta la capacità di apprendimento. Infatti imparare e ricordare le coreografie, come anche l’esecuzione dei singoli passi, tiene continuamente la mente in allenamento e, oltre che renderla più elastica, ne potenzia la capacità logica e la lucidità.
 
Il contatto con gli altri, che la danza implica, permette anche di migliorare le capacità interrelazionali  e aumenta l’abilità nel socializzare e creare legami di amicizia. Ciò è fondamentale soprattutto per i bambini che a lezione di danza imparano a stare a contatto con i loro coetanei e a cooperare tra di loro. 
 
Concludendo, in quanto forma artistica, la danza insegna ad esternare le proprie emozioni e a tradurle in movimenti che permettono all’individuo di aprirsi agli altri e di comunicare il proprio stato d’animo.
 
Danzare equivale dunque ad intraprendere un percorso di salute e benessere che coinvolge tutto il corpo.
 Elisabeth Cinti
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riscaldamento immagineUn danzatore è consapevole delle sofisticate capacità fisiche che richiede la disciplina della danza e sa che, per ottenere determinati risultati, sono fondamentali allenamento, concentrazione, studio, dedizione e conoscenza. 

 

Sia che si è professionisti, sia che si studia per piacere senza voler intraprendere la carriera, è importante dedicare del tempo al proprio corpo con un opportuno riscaldamento, detto anche Warm Up, da fare prim'ancora di iniziare qualsiasi classe di danza, ed è altrettanto importante terminare la lezione con una fase di raffreddamento, detta Cool Down.

 

La fase del riscaldamento deve essere vista come momento per concentrarsi sul proprio corpo, così da attivare un sistema poco utilizzato a livello consapevole, che favorisce la percezione delle proprie parti nello spazio e nel tempo: il sistema propriocettivo. Questo parte dalla percezione sensoriale di tensione e posizione dei tendini e muscoli per arrivare al meccanismo sofisticato dell'equilibrio, fino alle elaborazioni di tutti questi stimoli a livello centrale, per produrre un movimento armonico e calibrato misurato alle necessità. 

 

Le fasi di preriscaldamento e di raffreddamento richiedono un'adeguata conoscenza anatomica, che consente una preparazione consapevole e mirata, nonché alcune abitudini corrette che un danzatore sarebbe opportuno osservasse. Ad esempio, arrivare con anticipo permette di avere il tempo adeguato da dedicare al riscaldamento prima della lezione vera e propria, e indossare l'abbigliamento giusto, come l'utilizzo di scaldamuscoli e vestiti a strati, aiuta il corpo a scaldarsi più velocemente.

 

Come detto, il riscaldamento è una parte molto importante nella pre-lezione di danza. Consiste nello svolgere esercizi che mettono in moto il corpo, così da generare calore ed energia, aumentare la frequenza cardiaca e sollecitare il flusso di sangue ai muscoli. 
In questo modo ci si prepara gradualmente all'attività da svolgere e si riduce il rischio di dolori cronici, infortuni o lesioni, dovuto a muscoli e articolazioni sollecitati “a freddo”.
Inoltre, si stimola la connessione tra mente e corpo, con effetto benefico anche sul sistema propriocettivo, con un ulteriore miglioramento delle prestazioni.

 

Questa fase può richiedere fino a 15-20 minuti. Si può anche iniziare con una semplice respirazione: questa contribuisce ad apportare più ossigeno al corpo, così da favorire la distensione dei tendini e la mobilità articolare. Successivamente, il danzatore potrà continuare con esercizi progressivi e delicati, per preparare i muscoli a quelli che saranno i movimenti successivi, eseguiti con più vigore durante la lezione. 

 

Il riscaldamento deve tener conto di fisico, età e preparazione di chi lo va a svolgere. Soprattutto le prime volte, è importante che l'allievo non ancora preparato, o con una non adeguata conoscenza di sé e del proprio corpo, venga guidato dal proprio insegnante. Ciascuno, infatti, ha precise esigenze che necessitano di esercizi idonei.

 

Dopo che si saranno “scaldati” i muscoli, questi saranno più estensibili e reattivi: a questo punto il danzatore potrà passare a una fase ulteriore, quella dello stretching, che deve consistere in un allungamento dolce e senza forzature
Lo stretching favorisce la lubrificazione articolare ed è mirato all'incremento della mobilità, un requisito richiesto al danzatore. Per chi già possedesse una buona mobilità, sarebbe corretto evitare di enfatizzare eccessivamente questa fase, preferendo un lavoro mirato al rafforzamento e al controllo propriocettivo.

 

Durante la fase di riscaldamento, e in particolare subito dopo aver eseguito esercizi di allungamento, un accorgimento da osservare è quello di evitare i salti al massimo della potenza: infatti, durante lo stretching si ottiene un maggior allungamento, ma si ha una minore capacità elastica.

 

Finite queste fasi si potrà iniziare la vera e propria lezione di danza. Per far in modo che i benefici del preriscaldamento tornino utili anche durante una classe è importante mantenere diverse attenzioni, accortezze e corrette impostazioni del corpo.
Giusto per fare un esempio, quando si prende posizione alla sbarra nella lezione di danza classica, bisogna prestare attenzione alla posizione corretta del braccio e della mano: devono essere leggermente avanti rispetto al corpo, all'interno della visione periferica. Posizionare erroneamente il braccio, ossia completamente laterale, potrebbe comportare problemi nell'allineamento e destabilizzare l'area scapolo-toracica della schiena (causa di sublussazioni alla spalla).

 

Infine, come dicevamo all'inizio, gli ultimi minuti della lezione devono essere dedicati a preparare il fisico giunto al termine dell'allenamento, per riportarlo allo stato iniziale evitando brusche interruzioni. Questa fase consisterà nel ridistendere le varie parti il corpo ed è chiamata appunto “raffreddamento”, o Cool Down. 

 

Buona lezione di danza!

 

Flavia Cheli
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Ad oggi siamo una Scuola di Danza e uno Studio Pilates che continua a diffondere nel territorio la passione per queste discipline, unita a uno studio attento del corpo e della crescita di ogni nostro allievo.

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