mapOrari segreteria
Lun-Ven, 
9:30-12:00;16:30-20:00
mapTelefono
347 5345935
Danza Piu - Displaying items by tag: fonte nuova

lugliobenessereeli

 

Luglio del Benessere

Gli incontri sono mirati a:

- allungare
- tonificare
- eliminare lo stress della quotidianità
- alleviare i leggeri fastidi della sedentarietà
 
Inoltre scoprirai alcuni interessati esercizi che potrai portare in vacanza con te
 
Potrai scegliere tra:
 
* Pacchetto benessere comprende l’intero mese
 
* Singole lezioni scegliere tra le lezioni singole che più ti interessano
 
Per partecipare è necessaria la prenotazione. Le classi sono a numero chiuso. Posti limitati
 
Vieni a chiederci maggiori informazioni e a fare una prova: siamo in Via del Brennero 70-72-74, ingresso e Segreteria al n 60 (Tor Lupara).
Oppure chiamaci al 347 5345935, 
o scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
www.associazionedanzapiu.it
 

 

 

 

 

 

 

 

Published in News
Dal 1 giugno al 5 luglio Danza Più offre la possibilità di
pre-iscriverti al Nuovo Anno 2018-2019
 con imperdibili offerte 
 
 
Danza Più è nata a Fonte Nuova nel 1976.
 
La nostra filosofia è promuovere e far conoscere la danza come arte e cultura.
 
Ad oggi è una Scuola di Danza e uno Studio Pilates&Gyrokinesis®, che integra un corretto insegnamento della danza con una profonda conoscenza del proprio corpo.
 
Da 42 anni siamo specializzati nella danza classica e moderna, e ne seguiamo aggiornamenti ed evoluzioni.
 
All'interno del percorso didattico inoltre i nostri allievi, oltre a formarsi in danza classica e moderna studieranno anche:
 
- Danza di Carattere 
- Tecniche di supporto quali: il Piates e la Gyrokinesis®
 
Il nostro scopo è fornire a i nostri allievi:
 
1) un percorso continuativo e costante da quando sono bambini sino a i corsi avanzati
 
2) una formazione professionale per renderli dei danzatori consapevoli e completi, con un percorso che li avvicina al mondo della Danza

4024 - Copia

Vieni a trovarci:

siamo in Via del Brennero 70-72-74,
ingresso e Segreteria al n 60 
Fonte Nuova (Tor Lupara).
Chiama al 347 5345935, o 
 
  
 Pre - Iscriviti ora!
AMORE PER LA DANZA. IN OGNI PASSO
logo danza sfondo scuro
Published in News
I movimenti degli arti inferiori rispetto al tronco hanno il loro fulcro sul bacino, più specificatamente sull'articolazione coxofemorale, è questo l'elemento che ci permette di camminare, che sostiene il peso del corpo e deve resistere alle sollecitazioni gravitazionali.
 
La struttura è tale da attutire le sollecitazioni gravitazionali; la colonna è centrale e verticale mentre le facce dell'articolazione coxofemorale sono inclinate in avanti e in basso, il collo del femore ha un angolo di circa 90° rispetto alla cavità in cui si inserisce la testa, ed ha un angolo di circa 120° rispetto al corpo del femore, il femore ha poi un'inclinazione che va dall'alto verso il basso e dal lato al centro. In tal modo le sollecitazioni che partono dal piede non arrivano in linea diretta alla testa ma sono frammentate, e quindi ridotte.
 
anca forze 1
 
L'articolazione coxofemorale è composta da quattro ossa. 
Per il versante bacino partecipano le tre ossa che lo costituiscono ovvero l'osso pubico in avanti e medialmente, l'osso ischiatico in basso e l'osso iliaco posteriormente e lateralmente, queste formano la cavità acetabolare.
 
Sul versante femorale partecipano all'articolazione la testa del femore, a forma sferica, ed il collo del femore, posto obliquamente all'asse principale di questo.
 
La cavità acetabolare non è una mezza sfera cava perfetta né completa infatti è interrotta in basso da un'incisura, l'incisura acetabolare; anche la testa del femore non è una sfera anche se tende con gli anni ad avvicinarsi alla forma sferica.
 
Le due superfici, acetabolo e la testa del femore, sono rivestite da una cartilagine che è più spessa nei punti in cui la pressione, in posizione eretta, è maggiore. La funzione della cartilagine è quella di assorbire una parte delle sollecitazioni grazie alla sua elasticità e permettere uno scorrimento migliore delle superfici una sull'altra.
 
Il collo del femore è circondato da una capsula fibrosa che racchiude al suo interno la testa del femore e si salda tutto intorno al margine dell'acetabolo; costituisce così un manicotto di contenimento. Il liquido sinoviale riempie questo spazio e "lubrifica" le superfici. 
La capsula è rinforzata da cinque fasci fibrosi che sono:
 
1. il legamento ileofemorale. Ha una forma ad Y di cui un capo è inserito in prossimità della spina iliaca anteroinferiore e gli altri due sul femore vicino al grande trocantere
 
2. il legamento pubofemorale. Dalla cresta otturatoria si porta in basso e lateralmente fino a fondersi con il legamento ileofemorale
 
3. il legamento ischiofemorale. Dalla tuberosità ischiatica si porta al grande trocantere fondendosi con il legamento ileofemorale
 
4. Il legamento acetabolare trasverso. Collega i due estremi dell'incisura acetabolare
 
5. il legamento rotondo. Collega la fossa acetabolare con la parte più alta della testa del femore (fovea capitis). Questo ha il compito di mantenere la testa del femore fissata all'acetabolo
 
foto anca
 
In questo modo le due porzioni, la cavità acetabolare e la testa del femore, oltre ad essere saldamente tenute insieme possono compiere ampi movimenti di:
 
a) flessione, in cui il femore è portato in avanti; (fig 1.) A ginocchio flesso si possono raggiungere i 120° mentre a ginocchio esteso la flessione del femore tende a 90°
 
b) estensione, in cui il femore è portato indietro; (fig 2). In posizione prona e con gamba estesa, mentre il bacino e la colonna sono immobili, non si superano i 15°; con il concorso del movimento lombare si può arrivare ad un angolo di 40°
 
c) abduzione, in cui il femore è portato lateralmente; (fig 3). In posizione supina, è di circa 40-45°
 
d) adduzione, in cui il femore è portato medialmente; (fig 4): l'ampiezza del movimento è di circa 30°
 
e) rotazione, in cui la gamba ruota verso l'interno o l'esterno in posizione flessa, mentre il ginocchio e la coscia  rimangono fermi a 90° rispetto al busto. L'ampiezza di questi movimenti è di circa 40° verso l'esterno e circa 45° verso l'interno
 
FOTO GIUSTA ARTICOL ANCA NUMERO3
Dott. Antonio Cannistrà
 
Dott. Antonio Cannistrà, Medico, specialista in Ematoligia e Statistca Sanitaria.
Ricercatore per l'Italian Center for Single Session Therapy
 
Published in News
Giovedì, 12 Aprile 2018 11:08

La sbarra a terra

La sbarra a terra è una tecnica di supporto utilizzata dai danzatori durante le lezioni per migliorare la tecnica e perfezionare i movimenti.
 
L’idea della "barre à terre" o "barre au sol" si deve a Boris Kniaseff, un ballerino e maestro russo che negli anni ’50 ha insegnato danza a Parigi. Secondo alcuni il maestro fu costretto ad utilizzare questo nuovo metodo d’insegnamento perché nell’edificio storico dove teneva le sue lezioni non era permessa l’istallazione delle classiche sbarre da danza. Secondo altri invece Kniaseff fu semplicemente ispirato degli artisti del circo Medrano che si esercitavano per lo più con movimenti a terra.
 
Anni più tardi la paternità della tecnica è stata anche rivendicata da Zoula de Boncza, una ex ballerina dell'Opéra-Comique che ha inoltre racchiuso l’idea in un libro “La danse classique sans barre” interamente incentrato sulla sbarra a terra.
 
Quel che possiamo affermare con certezza è che sicuramente il metodo ha riscosso grande successo in tutto il mondo, con ulteriori sviluppi in Inghilterra (Maria Fay) e negli Stati Uniti (Zena Rommett).
 
stretching-e-sbarra-a-terra
 
Ma cos’è la sbarra a terra?
 
La sbarra a terra è un metodo di insegnamento di danza che prevede un insieme di movimenti da svolgere a terra in posizione supina, prona o su un fianco. Generalmente è inserito nella lezione di danza come riscaldamento e stretching, prima della performance vera e propria.
 
Durante una consueta sessione, l’insegnate detta ad alta voce i movimenti che gli allievi dovranno svolgere senza la possibilità di guardarsi allo specchio o guardare i compagni.
 
foto articolosbarra 2
 
Perché farla?
 
È una tecnica che offre innumerevoli benefici al danzatore. Infatti, aderendo al suolo, il corpo è soggetto ad una minore forza di gravità, che permette al ballerino di avere maggiore stabilità, maggior equilibrio e controllo nei movimenti.
 
Non a caso può rivelarsi un aiuto notevole in caso di infortunio agli arti inferiori, perché consente di gravare meno sulle gambe e comunque di allenarle.
 
La sbarra a terra quindi assicura un maggior focus nei movimenti (il ballerino non deve pensare a mantenersi in equilibrio) e permette di migliorare l’en dehors, l’apertura, la simmetria del corpo, garantendo un maggior sviluppo della propriocezione, un rinforzamento dei muscoli e un perfezionamento della postura.
 
Ecco un esempio di una esercizio di sbarra a terra 
 
 
Antonella Manili
 
Published in News
Lunedì, 18 Dicembre 2017 12:00

Buona Natale da Danza Più

Danza Più News 
augura a tutti 
Buone Feste 
  
e vi da appuntamento a gennaio
 
con l'uscita degli articoli della sezione News, pubblicati ogni 1a e 3a settimana del mese,
con tante informazioni sul mondo della Danza e non solo...
Da quest'anno il nostro blog si arricchisce inoltre di nuove e professionali collaborazioni.
Continuate a seguirci
25276506 2009980605685570 2007870612 n
Published in News
Il sipario si alza, le luci si sono spente e la musica riempie la sala; una ballerina comincia ad eseguire la sua performance artistica compiendo movimenti complessi, al limite dell'equilibrismo, piroette, salti, piegamenti come fossero passi quotidiani. 
 1aRTICOLO PROPRIOCIMMAGINE
Come riesce ad eseguirli senza cadere e senza perdere la consapevolezza della posizione in cui si trova in ogni istante? 
 
È grazie ad un sistema di controllo della tensione dei nostri muscoli e tendini che riceve informazioni da tutto il corpo mediante una "rete" di rilevazione distribuita in tutto il corpo, muscoli, tendini, cute, che risponde in modo coerente, in parte consapevole ma in gran parte inconsapevole, attraverso il controllo dell'intensità di forza, della velocità, della finezza dei movimenti.  
 
È il Sistema Propriocettivo generalmente definito come: 
la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e di controllare lo stato di tensione dei propri muscoli e tendini durante il movimento.
 
Un sistema propriocettivo ben sviluppato è fondamentale nella ballerina per ottenere una valida stabilità articolare e per regolare correttamente la postura durante il movimento.
1 IMMAGI ARTICOLO PROPRIOCEZIONIl sistema si avvale di punti di rilevazione (recettori) distribuiti nella cute, nei tendini, nei muscoli ed utilizza le informazioni che provengono anche dalle retine (vista) e dai canali semicircolari dell'orecchio (equilibrio). 
I segnali rilevati dai recettori determinano delle risposte negli organi del movimento (muscoli e tendini) che sono in gran parte elaborate senza intervento delle strutture superiori della coscienza (inconsapevolmente), a livello spinale e sottocorticale, ma che possono arrivare alla regione corticale e divenire azioni coscienti.
Il tutto permette di effettuare movimenti armonici e misurati.
 
Il sistema può essere affinato e migliorato attraverso la ripetizione volontaria ed è ciò che fa il danzatore quando si esercita, esattamente come fa il bambino quando impara ad afferrare gli oggetti attraverso la ripetizione sempre più precisa dei movimenti. 
 
Per esercitare la capacità di rilevare informazioni propriocettive dalla cute, dai muscoli e dai tendini abbiamo a disposizione, oltre all'allenamento specifico della danza, anche alcune forme di esercizio fisico, sotto la guida di personale esperto
Questi esercizi eseguiti a piedi nudi, o con scarpe che proteggano il piede da eventuali traumi ma senza ridurre eccessivamente la percezione, o ancora eseguiti ad occhi chiusi, dopo averli ripetuti ad 2IMMA ARTICOLOPROPRIOCEZocchi aperti fino a conoscerne perfettamente la corretta sequenza, permettono di potenziare queste afferenze per utilizzarle nel migliorare la nostra capacità di dominare il movimento ed eseguire, senza pericolo, gli esercizi più complessi.
 
Gli elementi fondamentali della propriocezione sono la posizione, il movimento, la forza, la velocità, l'accelerazione, la coordinazione.
 
POSIZIONE: Il nostro cervello ha una costante rappresentazione di questi elementi e di tutto il corpo per cui gli esercizi di perfezionamento della propriocezione devono coinvolgere tutto il corpo. Questo perchè ogni movimento, seppure minimo, altera l'equilibrio e la stabilità dell'intero sistema il cui centro (core) è costituito dalla parte muscolare del tronco e del bacino. Nel mantenere stabile il "core" sono coinvolti i muscoli trasverso, retto, obbliqui dell'addome, diaframma, muscoli pelvici, muscoli spinali e lombari, muscoli dell'anca.
 
MOVIMENTO: Gli esercizi devono essere ampi perché in questo modo si coinvolgono tutti i recettori interessati e si ottiene la massima capacità propriocettiva.
 
FORZA: il sistema propriocettivo controlla il grado di tensione muscolo-tendinea. È opportuno esercitarsi a sviluppare il controllo propriocettivo anche fino al limite dello sforzo massimo richiesto dall'esercizio fisico. Questo fa sì che la tensione di muscoli e tendini sia sempre correttamente gestita evitando che si creino situazioni di pericolo quando si esegue il lavoro finale.
 
VELOCITA' ed ACCELERAZIONE: la velocità riguarda il movimento del corpo, o di una sua parte, nello spazio, mentre l'accelerazione riguarda l'incremento/decremento di questo movimento e sono due elementi dinamici importanti nel gesto coreico che richiedono un elevato livello di controllo da parte del sistema propriocettivo.
 
COORDINAZIONE: il sistema propriocettivo consente al sistema complessivo osso-tendine-muscolo-sistema nervoso di operare in armonia mantenedo comunque sempre la stabilità del core senza alterare la performance, anzi migliorandola.
 
Possiamo considerare il nostro corpo come la sovrapposizione di quattro regioni funzionali a partire da
a) capo e collo 
b) spalle - cingolo scapolare - ed arti superiori 
c) tronco - core addomino 
d) bacino ed arti inferiori 
 
Lo sforzo esecutivo si deve distribuire su tutte queste parti per stabilizzare le articolazioni e non sovraccaricare nessuna struttura. In questo, ancora una volta, gioca un ruolo rilevante il sistema propriocettivo.
 
Lo sviluppo della capacità propriocettiva richiede l'uso di esercizi di "controllo" e di esercizi di "attenzione"; quest'ultima deve essere mantenuta su tutte le diverse afferenze che giungono contemporaneamente dalle varie parti del corpo (attenzione divisa), ma deve essere svolta anche su una parte specifica delle afferenze isolandola dalle altre contemporanee, che divengono distrattive in questa fase, (attenzione selettiva) e deve essere mantenuta nel tempo (attenzione sostenuta).
 
Molto utili al ballerino si sono rivelate anche attività come il metodo Pilates e la Gyrokinesis® di cui si parlerà in un altro articolo.
Entrambi i metodi sono utili per sviluppare, recuperare e "riabilitare" il sistema propriocettivo migliorando così la capacità di dominare lo spazio durante il movimento e "prevenire" il danno.
 
Roberto Baiocchi (ballerino - coreografo), nel suo libro "Ballerina" (ed Giunti, 2015) afferma:
<<per una ballerina è necessario affiancare all'esercizio della danza classica quello di altre discipline che permettano il mantenimento di un corpo sano ed elastico ... tra i più diffusi sono il Girotronic® Method e Gyrokinesis® Method, il Pilates. ... >> di cui, come già detto, ci occuperemo in altro articolo.
 
DottAntonio Cannistrà
 
Dott. Antonio Cannistrà, Medico, specialista in Ematoligia e Statistca Sanitaria.
Ricercatore per l'Italian Center for Single Session Therapy. 

Published in News
Sappiamo tutti quanto sia importante mangiare correttamente e ancor di più vi è uno stretto legame tra una corretta nutrizione e prestazione atletica, qualunque sia lo sport preso in considerazione, danza compresa. Diventa particolarmente interessante se si parla di sport nell’infanzia e nell’adolescenza, periodi nei quali alle esigenze per l’attività fisica si vanno a sommare quelle per l’accrescimento e le altre attività tipiche dell’età. In questa fase della vita l’alimentazione è un fattore cruciale non solo per garantire buoni risultati sul campo, ma anche e soprattutto per una buona crescita e un buon rendimento nelle attività scolastiche. Si tratta di un periodo delicato nel quale l’organismo è in formazione. Una alimentazione errata, per eccesso o difetto, per qualità e quantità, non soltanto può pregiudicare la prestazione atletica ma, cosa molto più importante, può portare a problemi nell’accrescimento che a loro volta potranno essere causa di problemi ancor più severi nell’età adulta; dal sovrappeso, all’obesità, al corteo di patologie che queste si portano dietro fino al sottopeso, alla dismenorrea o ai disturbi del comportamento alimentare tipici di atleti che praticano sport con rigidi requisiti estetici o categorie di peso.
 
Il sovrappeso e la successiva obesità infantile sono condizioni che non vanno sottovalutate, anzi. In continuo aumento, i bambini in forte sovrappeso sono a rischio di numerose patologie sia nel breve termine sia nel lungo periodo ovvero in età adulta. Un recente studio tutto italiano ha evidenziato come già in età infantile, i chili di troppo possano predisporre a malattie gravi quali diabete e patologie cardiovascolari.
Vi sono alcuni fattori di rischio da tenere in considerazione:
 
1fattori di rischio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Solitamente in qualità di Biologa Nutrizionista consiglio sempre per chi vuole mantenere sotto controllo il peso, ai genitori in primis, di evitare di far sì che il proprio figlio resti troppe ore seduto davanti ad apparecchi elettronici o passi troppo tempo a giocare con uno smartphone. 
È importante educare sin da subito i più piccoli alla sana e corretta alimentazione e per farlo spesso occorre prima sensibilizzare i genitori. Contattare un Biologo Nutrizionista per elaborare un piano alimentare per i bambini significa anche questo: affidarsi ad un professionista della biologia, fisiologia ed anatomia umana con la certezza di essere accompagnati durante un percorso che mette al primo posto un sano stile di vita. 
Qui di seguito riporto uno schema semplice ma di alto impatto: cosa rischia il vostro bambino mangiando in modo sregolato e spropositato? Tante complicazioni per la salute:
 
2 fotoalimnetazio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 Non si tratta dunque soltanto di un fattore estetico e di autostima del bambino (che sicuramente risulta essere la componente principale) ma si sfocia successivamente, quando magari è troppo tardi per riparare, in eventuali patologie di grado anche grave.
Molte mamme quindi mi chiedono: “Ma se mio figlio vuole fare merenda con la merendina, come posso trovare un’alternativa?”
 
 
Alternative dolci
 
Macedonia di frutta servita con pinoli tostati e cocco in scaglie.
 
Frutta a pezzi mischiata a yogurt greco o yogurt intero biologico, magari con l’aggiunta di cocco in scaglie e cacao o un cucchiaio di marmellata
 
Qualche biscottino crudista (attenzione solo che sono molto zuccherini!): tritate 140 g di mandorle bianche; aggiungete 80 g di uvetta (o datteri), 40 g di miele e un cucchiaino di vaniglia in polvere. Tritate nuovamente fino ad ottenere un composto appiccicoso ma malleabile: formate delle palline con le mani leggermente bagnate, disponetele su un piatto e lasciate refrigerare per almeno mezz’oretta
Bon-bon di cocco (anche per questi attenzione alle quantità di cui i bambini si serviranno!): in un mixer unite 200 g di cocco in scaglie, 60 g di olio extravergine di cocco (o burro ghee), 40 g di crema al 100% di frutta secca a vostra scelta (tahin, mandorle, nocciole…), 30 g di cioccolato fondente a scaglie, 30 g di miele. Lasciate in frigo qualche ora, quindi formate delle palline con le mani e conservate in frigo finché non verrano piluccate.
 
Frullati di frutta fresca, aggiungendo acqua a seconda di quanto li volete fluidi. Potete aggiungere anche ingredienti extra, come ad esempio cacao o vaniglia, oppure sostituendo l’acqua con latte vegetale non zuccherato (di avena, mandorla, riso, cocco…) o con qualche cucchiaiata di yogurt intero biologico.
 
Alternative salate
 
Un paio di fette di melone con due o tre fette di crudo senza conservanti
 
Bruschetta versatile: fate tostare una fetta di pane a lievitazione naturale e proponetela con l’abbinamento che più piace al bambino; ad esempio con pesto (genovese o di pistacchi), con olio evo-pomodorini-origano, con un pezzettino di formaggio semistagionato a latte crudo, con ricotta di capra e basilico
 
Un pezzetto di parmigiano con un paio di noci
 
Frutta secca “furba”: quando avete tempo fate tostare in una padella a un manico 3-4 tipi di frutta secca a piacere (nocciole, mandorle, pinoli…), avendo cura di tostare ciascuna varietà separatamente perché richiedono tempi differenti. Ponete in un mixer insieme con un cucchiaino di sale marino integrale ogni 80 g di frutta secca, tritate 2-3 volte a impulsi e trasferite in un vaso di vetro da conservare in armadietto. Il sale marino aiuta a rimpinguare in modo naturale i sali minerali persi durante i giochi estivi, senza controindicazioni per la salute dei piccoli – purché non si esageri nelle quantità!
 
Pesto di pomodorini velocissimo: lasciate in ammollo 8 pomodorini secchi per mezz’ora; scolate e tritate con 60 ml di olio extravergine d’oliva, una manciata di foglie di basilico e 30 g di frutta secca a vostra scelta. Aspettate a salare: i pomodorini sono già molto saporiti, e potrebbe non esserci bisogno di insaporire ulteriormente. Spalmate il pesto così ottenuto su verdura cruda o su crackers (fatti con olio extravergine) o su pane tostato (a lievitazione naturale).
 
4foto alimentazione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E se invece il piccolo fa fatica a mangiare frutta e verdura di stagione? Come si può fare? 
Inventare. Esatto avete letto bene. Inventare e quindi stimolare la fantasia dei più piccoli. 
 
Ecco qualche esempio pratico a base di frutta:
 
1. Sicuramente la frutta grigliata fa al caso vostro.  A piacimento la frutta grigliata potrà essere servita sia a spiedini che a fettine, magari per accompagnare un gelato o una crema. Ovviamente questo diventa un "piatto" prettamente estivo
 
2. Fare delle marmellate e confetture fatte in casa, con accanto appunto i vostri piccoli. E' un altro modo per coinvolgerli in cucina e anche per dimostrare loro che possono rendersi utili
 
3. Creare delle sfiziose merende con ricette semplici e soprattutto colorate in modo tale da colpire l'occhio attento dei vostri figli. Un esempio? Creare con delle fragole o lamponi e della panna dei pupazzi di Natale! Decorate con gocce di cioccolata
 
4. Creare deliziosi sciroppi da mettere su gelato o macedonia. Di seguito il procedimento per lo sciroppo alle pesche: fate sbollentare per qualche minuto delle pesche intere di taglia preferibilmente piccola, precedentemente private della buccia. Quando saranno morbide, scolatele e mettetele da parte a raffreddare. Preparate una soluzione di acqua, zucchero e un pizzico di cannella. Lasciate scaldare sul fuoco, mescolando fino a che lo zucchero non si sarà sciolto. Quando lo sciroppo sarà freddo, trasferitelo in una ciotola con ad esempio pesche intere sbollentate, fragole a pezzetti, more e mirtilli
 
5. Unire allo yogurt bianco tanti pezzetti di frutta colorata, di stagione, per una merenda sana e allegra! I bambini ne andranno ghiotti
 
 
E per le verdure invece?
Ecco alcuni consigli per mangiarle evitando la monotonia e facendo divertire i bambini:
 
1. Cuciniamo bene: è necessario imparare i giusti tempi di cottura, le ricette più sfiziose e i condimenti e le spezie che valorizzano le verdure nel miglior modo possibile. Bisogna sperimentare
 
2. La Regola del cucchiaio: si può adottare una regola, ovvero che tutti devono mangiare almeno un cucchiaio di ‘cibo verde’ durante la cena. Che sia insalata, spinaci, minestra, piselli... Tutte le verdure verdi vanno benissimo, e anche in piccola quantità. Si inizia sempre pian piano, senza forzare, piuttosto dobbiamo mettere curiosità al bambino
 
3. Camuffare: per dimostrare ai bambini che le verdure sono buone, mettiamole all’interno delle loro ricette preferite. Nel sugo della pasta, nelle minestre, nelle polpette e polpettoni, nelle lasagne. Insomma arricchiamo i loro piatti preferiti giocando con forme e colori
 
4. Manipolare: portiamo i bimbi a fare la spesa, facciamogli mettere le verdure nel carrello, pesarle, etichettarle e manipolarle. Facciamogli preparare la cena insieme a noi: manipolare i cibi è il miglior modo per conoscerli e non averne paura
 
5. Mangiare sempre insieme: è fondamentale mettersi a tavola e condividere il momento del pasto insieme ai figli. Se a pranzo ciò non è possibile, a cena è caldamente consigliato
 
6. Non dare punizioni: purtroppo è così. Più sgrida il bambino o lo si forza a fare qualcosa e più lui si impunterà e si ostinerà a non fare ciò per cui lo state forzando. E' invece necessario spiegare al bambino l'importanza del cibo
 
5alimentazione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
E’ di fondamentale importanza scegliere frutta e verdura di stagione, meglio ancora se locale, quindi Italiana o comunque biologica Italiana. 
 
Se c’è infine un elemento essenziale per la prestazione dell’atleta quello è sicuramente l’acqua
 
Anche una lieve disidratazione può determinare cali significativi della performance e senza interventi adeguati può portare l’atleta al crollo per affaticamento eccessivo o, peggio ancora, per colpi di calore. È necessario rimpiazzare costantemente l’acqua perduta tramite sudorazione in modo da permettere una efficiente regolazione della temperatura corporea: un ruolo importante nel determinare il fabbisogno lo giocano la temperatura e l’umidità ambientale in cui l’atleta lavora. Ricordate che i bambini, specie i più piccoli, sono più facilmente soggetti a disidratazione e possono percepire la sete in misura minore.
 
7 foto alimentazione
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il linea di massima il giovane dovrebbe consumare circa 400 ml di acqua nelle due ore che precedono l’attività fisica. Durante l’attività andrebbero consumati circa 100 ml di fluidi ogni 20 minuti circa; un bel sorso di acqua se l’attività è inferiore ai 60 minuti, mentre se l’attività è superiore ai 90 minuti o si svolge a temperature elevate in ambienti umidi potrebbe essere consigliabile l’utilizzo di bevande pensate per lo sport, per garantire il recupero dei sali persi con la sudorazione, facendo attenzione che non contengano caffeina, guaranà o altri stimolanti. Ricordate che si tratta di bevande destinate al consumo in situazioni particolari come queste e che non c’è alcun motivo di proporle al giovane al di là dello specifico ambito di utilizzazione. Detto in maniera diretta, non usatele come bibite, perché non è questo il loro lavoro, e, già che ci siamo, cercate di limitare al massimo anche l’uso di bevande gassate, dai tè in lattina, alle aranciate e compagnia bella: apportano calorie inutili, che non danno sazietà, e possono contribuire in maniera significativa nel determinare sovrappeso e problemi ai denti.
 
In conclusione:
 
Consiglio sempre di coinvolgere i piccoli in cucina: la corretta alimentazione parte molto dall’unione familiare e dal mangiare insieme a tavola. Infine l’alimentazione giusta non è detto che trasformerà vostro figlio in un campione, ma gli assicurerà una crescita e uno sviluppo armoniosi: lo sport è una scuola di vita, non è un mezzo per affermare se stessi battendo o umiliando gli avversari, è una ricerca dei propri limiti e per i più giovani è un importante momento di socializzazione e di scoperta. Aiutiamoli a trarre il massimo da queste esperienze, partendo dalla tavola.
 
Dott.ssa Serena Fioravanti 
 
 
 
Dr.ssa Serena Fioravanti Biologa Nutrizionista Roma
 
Per prenotazioni visite o info:
E-MAIL: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
CELLULARE: 331-9562402
 
 
SEDI: Fonte Nuova, Mentana, Monterotondo, Villalba di Guidonia
 
Published in News

Iscriviti alla nostra newsletter

Email

Nome:

Cognome:


Orari segreteria

Lun-Ven, 9:30-12:00; 16:30-20:00

Via del Brennero 70-72-74, ingresso e Segreteria al n 60 Fonte Nuova (Tor Lupara).

Per informazioni sui corsi: 347.5345935

 

 

Danza Più - Scuola di danza

sala-attesa-danza-piu

Danza Più è la prima Scuola di Danza di Fonte Nuova, nata nel 1976 e specializzata in danza classica e moderna.

Ad oggi siamo una Scuola di Danza e uno Studio Pilates che continua a diffondere nel territorio la passione per queste discipline, unita a uno studio attento del corpo e della crescita di ogni nostro allievo.

Vieni a trovarci, siamo in via del Brennero 60-74 Fonte Nuova (Tor Lupara).