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Danza Piu - Danza Più
Danza Più

Danza Più

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Sono coloratissimi e gustosi: frullati, smoothie, centrifugati ed estratti sono dei veri e propri alleati della salute. Sappiamo oramai quanto sia importante variare l’alimentazione, quanto fondamentali sono i colori di frutta e verdura e conosciamo già molto bene tutte le loro proprietà. Ecco una panoramica che potrà destare curiosità, novità ed anche soddisfazione: poiché far consumare ai giovani, seppur sportivi, le giuste quantità di frutta e verdura spesso risulta complicato. Se siete stanchi dunque di mangiare verdura bollita o la classica mela al giorno, frullati, smoothie, centrifugati ed estratti sono una buona alternativa. Sempre accompagnata dalla giusta quantità di idratazione, dieta corretta e lo sport. Fin da piccoli ci hanno insegnato l’utilità che hanno frutta e verdura nella nostra dieta per stare bene ed avere un’alimentazione sana ed equilibrata. Quindi, chi più chi meno, abbiamo iniziato a mangiarle in nome della nostra salute, ma possono esserci soluzioni alternative alla noiosissima frutta e verdura per i bambini e adolescenti. 

Quali possono essere i benefici?

• Conservano tutte le proprietà nutritive degli alimenti con cui sceglierete di arricchirli
• Sono privi di conservanti
• Hanno poche calorie
• Facilmente assimilabili 
• Apportano acqua nella dieta
• Hanno azione depurativa aiutando il corpo a liberarsi dalle tossine
• Facili da fare
• Economici, basta avere a casa un frullatore, un estrattore o una centrifuga e il gioco è fatto
 
Ma andiamo nello specifico: qual è la differenza tra un frullato, uno smoothie, un centrifugato ed un estratto?
2Frullati
 
I frullati non sono altro che bevande ottenute frullando assieme frutta o verdura (o mixando frutta e verdura) con l'aggiunta di latte vaccino, vegetale o di yogurt. Possono essere zuccherati o meno (la scelta dei frutti maturi o zuccherini ci permette di non zuccherare il frullato, dunque l'aggiunta di zucchero è comunque sempre sconsigliata) oppure arricchiti di altri ingredienti come cacao amaro, cannella o baccelli di vaniglia. Risultano essere una buona fonte di fibre quindi un valido aiuto per il funzionamento dell'intestino e per la corretta evacuazione. Fondamentale è la scelta degli ingredienti da utilizzare per sfruttare a pieno la proprietà degli alimenti frullati.
 
Smoothie
 
Molto simili ai frullati ma dalla consistenza molto più densa, gli smoothie sono composti da frutta o verdura semplicemente frullati, con l’aggiunta al massimo di un po' d’acqua oppure precedentemente surgelati o congelati. Possono essere sfruttati anche frutti con poco succo, tipo la banana, che tra l’altro si presta molto bene come base ed è ricca di minerali come il potassio. Come i frullati sono ricchi di fibre (si possono aggiungere frutti non sbucciati per incrementare quota di fibre), vitamine ed elementi benefici caratteristici dei cibi con cui vengono preparati. Sono freschi, leggeri, adatti a tutti dato che non prevedono l’aggiunta di latte o derivati.
 
Centrifugati
 
Sono succhi di frutta o verdura (o frutta e verdura, combinazione consigliata) che sono ottenuti con l’utilizzo di una centrifuga. La centrifuga è uno strumento da cucina molto utile che separa la parte liquida dalla parte solida di frutta e verdura e impiega circa un paio di minuti per ottenere il succo. Ha lame che sminuzzano gli alimenti e vanno ad una velocità altissima, più è alta la velocità di giri a cui ruotano le lame della centrifuga, più producono calore e più si corre in rischio di far ossidare il succo, infatti è consigliato bere subito il centrifugato dopo averlo ottenuto. L’ossidazione infatti distrugge parzialmente le proprietà vitaminiche di frutta e verdura. Lo svantaggio della centrifuga è che produce degli scarti, infatti frutta e verdura possono essere inseriti in centrifuga con la buccia che verrà comunque eliminata negli scarti; ciò è un peccato perché la maggior parte della fibra verrà per forza di cose gettata via. I centrifugati comunque sono una fonte di vitamine e conservano tutte le proprietà benefiche di frutta e verdura inseriti.
 
Estratti
 
Sono letteralmente i veri succhi di frutta o di verdura. L’estrattore è lo strumento usato per avere, appunto, gli estratti. Il suo compito è quello di “masticare” frutta e verdura introdotti, creando una sorta di poltiglia e spremerne il succo. La componente principale di un estrattore è la coclea, una sorta di vite che schiaccia gli alimenti e replica il sistema della nostra masticazione. Produce scarti, ma nettamente più secchi e meno abbondati della centrifuga. È uno strumento più lento della centrifuga (circa 5-6 minuti) proprio per questo meccanismo, girando più lentamente, ma ha il vantaggio che il succo non si riscalda, non si ossida e quindi salvaguarda le proprietà della frutta e della verdura che processa. Rispetto ai centrifugati è più ricca di fitonutrienti e poichè il processo non produce calore il succo si deteriora lentamente. Un estrattore a differenza di una centrifuga ha un costo più alto ma da sicuramente più benefici.

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E le acque Detox?

 
L'acqua detox ha preso piede negli ultimi anni, anche tra i più giovani, che seguono blogger e sportivi sul web che si occupano spesso di nutrizione nonostante non ne abbiano le competenze. Questa acqua detox che va tanto di moda è un'acqua aromatizzata con un mix di frutta e verdura lasciati in infusione tutta la notte, che avrebbe la capacità di depurare l'organismo, svolgendo un'azione drenante e “accelerando” il metabolismo. Uno degli effetti più ricercati nelle acque detox è il combattere la tanto odiata cellulite con annessa ritenzione liquida: la versione più efficace sembrerebbe essere quella a base di limone, zenzero, cetriolo e menta, grazie alle sostanze liberate da questi ingredienti nell'acqua, durante la fase di infusione. Il limone rilascia la pepsina, che aiuta a d attivare il metabolismo e farebbe “bruciare” i grassi, lo zenzero svolge un'azione antinfiammatoria già appurata da tempo, il cetriolo favorisce il drenaggio dei liquidi e la menta sgonfia la pancia, in quanto aiuta ad eliminare i gas intestinali. Oltre ad essere benefiche, le acque detox sono anche gustose, proprio perché aromatizzate: ci spingono quindi a bere di più, diventando un valido aiuto per quelle persone che tendono a bere poca acqua durante l'arco della giornata. Ma attenzione a gridare al miracolo: le acque detox aiutano sicuramente a depurare e ad alleggerire l’organismo, ma di certo per accelerare davvero il metabolismo e bruciare i grassi bisogna anzitutto mangiare bene e muoversi tanto.
 
In conclusione:
 
Le migliori soluzioni per restare in forma, soprattutto quando si tratta di sportivi agonisti, sono sempre quelle di assumere e quindi di sfruttare a rotazione tutte le proprietà dei nutrienti, favorendo così un’integrazione completa ed evitando carenze durante e dopo l’attività agonistica. Frutta e verdura sono le migliori alleate per questo e saperle impiegare bene supporta la teoria suddetta. Una volta pronto comunque il preparato che è stato creato in cucina è possibile conservare il tutto in una brocca di vetro riponendolo in frigo per tre giorni al massimo.
 
Dr.ssa Serena Fioravanti Biologa Nutrizionista Roma
 
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SEDI: Fonte Nuova, Mentana, Casal Monastero (Roma)

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La danza e il balletto classico sono in grado di narrare le più disparate vicende e fantasiose storie attraverso gesti ed espressioni del corpo, che vanno a contraddistinguere la nota pratica della pantomima. bbbb


La pantomima è una vera e propria tecnica, utilizzata dai coreografi e messa in scena dai loro danzatori, caratterizzata da mosse del corpo, delle mani, espressioni del volto e, più in generale, gesti, con lo scopo di far comprendere a chi guarda cosa avviene sul palco, cosa vuole essere narrato.

La storia della pantomima nasce nell’antica Grecia. 
Pensando la lettura murmure, oculis, manibus (a bassa voce, con gli occhi e con le mani) i romani hanno poi sviluppato la pratica, stabilendone i gesti principali.
La pantomima è stata ripresa nelle corti italiane e francesi, in particolare quella del re Luigi XIV, ma con gli anni il suo uso è andato scemando. 
Nonostante abbia un’origine molto antica, è nei primi anni del IX secolo che una vera forma di mimo è stata creata appositamente per l’uso nel balletto classico con il fine di aiutare la narrazione delle sue storie. 
Come ogni linguaggio, la pantomima racchiude in sé una serie di segni che con gli anni sono stati fissati, fino a divenirne i lemmi.

 Eccone alcuni esempi

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Il mimo come il balletto è quindi parlare senza parole. È usato per esprimere pensieri, sentimenti, idee e azioni, divenendo così parte fondamentale di molti balletti. 

Un notevole esempio di pantomima può essere individuato nell’atto II dello Schiaccianoci, quando lo Schiaccianoci racconta mimando tutte le sue avventure, e di come ha vinto la battaglia col Re Topo.

 Antonella Manili

 

 

 

 
 
Nell’insegnamento della danza è fondamentale riuscire a far comprendere all’allievo il modo in cui deve essere eseguito un movimento.
 
4L’insegnate ricorre quindi a degli esempi pratici che però in alcuni casi non sono sufficienti. A questo punto accorre in aiuto il linguaggio: una spiegazione tecnico-scientifica o fantasiosa (in base all’età) può essere di aiuto per la creazione di una visone mentale del movimento, e di una sua percezione fisico-spaziale.
 
Questa pratica però mette l’insegnate nella condizione di affrontare il problema di descrivere per mezzo di parole un movimento.
 
In un articolo apparso sul “giornaledelladanza.com” la dottoressa ed esperta Luana Poggini (con riferimento al libro “Dance Anatomy and Kinesiology” di Karen Clippiger) illustra mediante sette punti quali accortezze prendere per riuscire a spiegare verbalmente i passi della danza.
 
Prima di scegliere il tipo di linguaggio da utilizzare è di fondamentale importanza avere ben presente chi ascolta
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L’insegnamento propedeutico necessita infatti di un linguaggio più accessibile, chiaro, e ricco di immagini, metafore e similitudini che consentano al bambino di restare attento, giocare mentalmente con le nozioni e quindi comprendere il gesto. 
L’allievo così riuscirà ad imparare divertendosi. 
 
L’insegnamento rivolto ad un pubblico più maturo ed esperto potrà invece far leva su nozioni più tecnico-scientifiche, più precise e dettagliate che abbiano come obiettivo sempre quello di creare un’immagine mentale del passo.
 
IMPORTANTISSIMO nell’apprendimento di un movimento è la capacità di crearne un’immagine mentale. Ogni parola usata deve infatti essere ben ponderata e scelta con l’obiettivo di produrre nella mente del ballerino una visone il più fedele possibile al movimento. Solo in questo modo la realizzazione del passo risulterà concorde all’intenzione di chi spiega. Per facilitare questo passaggio vengono in aiuto metafore, immagini anatomiche o modellini umani per apprendere con precisone quali parti del corpo dovranno essere attivate e in che modo attivarle.
 
Perciò in ogni spiegazione non dovrà mai mancare il riferimento alla sezione (o più sezioni) del corpo interessata nel gesto.
 
Altrettanto fondamentale però sarà precisare e comprendere dove nasce il movimento. Ad esempio nei salti è necessario sentire bene la pressione della pianta del piede sul pavimento e la spinta di quest’ultimo lontano dal corpo. Nel rond de jamb è l’anca a compiere la rotazione e non il piede per terra. 
 
Può aiutare riuscire a dividere le parti del corpo, indicando quali di esse debba muoversi e quale invece debba rimanere ferma. Avere ben presente che nei passi che coinvolgono gli arti inferiori le anche fungano da cardini, mentre nei movimenti che coinvolgono gli arti superiori lo stesso ruolo è ricoperto dalle spalle. Ciò comporta che la verticalità del bacino o la depressione delle scapole non debba essere alterata da un battement o da un port de bras
 
Anche per questo è necessario essere a conoscenza dei limiti motori delle nostre articolazioni. Infatti ogni parte del corpo può compiere solo alcuni movimenti. Comprendere quale articolazione attivare in un passo di danza e come muoverla nei suoi limiti fisionomici avrà come risultato la realizzazione corretta dell’esercizio motorio.
 
Infatti spesso si cerca di trasmettere l’idea del corpo umano come un insieme di punti uniti da assi. Questa visione 
3nsente di avere un maggior controllo dell’apparato. Un esempio palese è nell’equilibrio: l’immagine di testa, bacino e piede (o punta) come tre punti allineati consentirà di stabilizzare il baricentro e trovare l’equilibrio.
 
Punti come articolazioni e assi come ossa spiegano come sia necessario parlare di movimento attraverso l’apparato scheletrico e non, come spesso (erroneamente) si fa, attraverso l’apparato muscolare. Richiamare l’attenzione sui muscoli potrebbe infatti portare ad un’eccessiva attivazione di questi ultimi. Pensare di alzare una gamba contraendo il quadricipite può causare una controproducente contrazione del muscolo che può divenire un limite. Pensare invece di alzare una gamba a partire dal piede, che spinge sul pavimento e allontana dal corpo l’arto, e degli ischi che rimangono fermi e consentono all’anca di ruotare, porta invece a una capacità di elevazione della gamba notevolmente maggiore. Come anche “indurire” i glutei nell’esecuzione di un pliè può limitarne la profondità.
 
Per questo motivo come la giusta parola può determinare un’ottima esecuzione di un passo, una sbagliata può causarne il fallimento.
 
Che sia attraverso la fantasia o attraverso la biomeccanica del movimento ha poca importanza. Ciò che conta è creare tramite le parole un’immagine nella mente di chi ascolta con l’obiettivo di trasmettere la consapevolezza del movimento da insegnante ad allievo, e ottenere così il gesto desiderato.
 
Antonella Manili
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Come affrontare correttamente il cambio di stagione: strategie alimentari per lo sportivo.
alimentazione foto1Fermo restando che per chi pratica sport, in particolare a livello agonistico, spuntino e merenda sono assolutamente fondamentali, si può avvertire un calo energetico in fase di cambio di stagionale seppur seguendo un corretto regime alimentare e facendo un allenamento costante. Questo perché il nostro organismo è strettamente connesso con l’ambiente esterno, si trova a doversi adattare in qualche modo anche alla temperatura, alle condizioni del meteo, agli sbalzi di pressione, all’umidità esterna e a quella interna degli edifici in cui viviamo, ed è continuamente sollecitato a reagire in condizioni sia normali che di stress. Intanto gli impegni quotidiani prendono il sopravvento, ma noi ci sentiamo improvvisamente incapaci di fare tutto quello che dovremmo. Concentrazione e vitalità? A.A.A. cercasi disperatamente! Il cambio di stagione può diventare una vera e propria tragedia per molti di noi e ci costringe a trovare un assestamento tra fisico ko e umore nero. Per recuperare vitalità e benessere basta mangiare bene. Sì, proprio così: una delle migliori strategie contro la sindrome da cambio di stagione viene dalla tavola, tutto grazie a una serie di alimenti che contengono o stimolano la produzione di sostanze promotrici del buonumore. 
 
La primavera, nemica o amica?
 
Stanchezza, sonnolenza, mancanza di concentrazione. Compaiono spesso all’arrivo della bella stagione. Il risveglio della natura non è per tutti una fonte di gioia. Per sportivi, agonisti e quindi anche per chi pratica danza, l’affacciarsi della bella stagione può portare non solo un calo energetico, ma anche sbalzi di umore, mal di testa, sonnolenza, nervosismo all’incapacità di concentrarsi, persino disturbi legati all’insorgere delle allergie primaverili.
 
E tutto ciò per uno sportivo può essere davvero dannoso e potrebbe compromettere le sue prestazioni. Come prevenire la sindrome da primavera? Uno studio condotto dalla britannica Università del Northumbria ha messo in evidenza che un adeguato apporto vitaminico combinato a sali minerali è in grado di migliorare l’umore, riattivare le funzioni cognitive e la memoria impigrita, tenere a bada lo stress e ritrovare tutte le energie.
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Le vitamine e i sali minerali, nostri alleati di salute.
 
Con le vitamine giuste e un corretto apporto di minerali la sindrome primaverile fa le valige. Le  vitamine del gruppo B, il ferro, il potassio e il magnesio lavorano per noi. In particolare la vitamina B12 favorisce il buon funzionamento del sistema immunitario e la formazione dei globuli rossi, mentre le B2 e B6 contribuiscono a ridurre il senso di stanchezza e di affaticamento che ci colpiscono durante il cambio di stagione, facendoci sentire meglio anche a livello psicologico. Il primo supereroe anti-stanchezza è il ferro, mentre il potassio lavora sull’equilibrio della pressione sanguigna e sul benessere complessivo del cervello. Il magnesio dovrebbe essere inoltre il nostro migliore amico in quanto aiuta le difese, rilassa e ci permette di contrastare efficacemente lo stress. Infine, gli acidi grassi omega 3 e il triptofano (un amminoacido presente nella maggior parte delle proteine) migliorano umore, concentrazione e memoria. Il triptofano, in particolare, lavora con le vitamine del gruppo B e con il ferro per aumentare la produzione della serotonina, ormone della felicità e del benessere di cui abbiamo disperatamente bisogno. Anche la vitamina C aiuta il nostro corpo a potenziare le difese immunitarie, a ridurre stress e tensione, a combattere i radicali liberi.
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Dove troviamo queste vitamine? Nel cibo ovviamente.
 
Di seguito un elenco dei cibi che contengono in grande quantità le vitamine e i complessi multivitaminici sopraindicati:
 
1.Frutta secca (noci, mandorle, nocciole, pinoli, pistacchi)
2.Uova di galline allevate a terra
3.Banane
4.Salmone selvaggio dell’Alaska
5.Avena e germe di grano
6.Bresaola IGP
7.Pollo allevato a terra
8.Miele biologico Italiano
9.Lenticchie rosse e in generale legumi secchi
10.Cacao Amaro
11.Radice di Ginseng e Tè verde
12.Miele e pappa reale
13.Pomodori e altri ortaggi rossi/viola
14.Kiwi e Agrumi
15.Verdure a foglia verde
 
Quali sono invece i cibi da evitare?
 
In questa fase stagionale sono sconsigliati:
 
1.Zucchero bianco
2.Cereali non integrali
3.Farine bianche e Farinacei raffinati
4.Sale non iodato
5.Insaccati
6.Merendine
7.Cibi in scatola di metallo
8.Bevande gassate e zuccherate
9.Alcolici
10.Energy drink
11.Caffeina
12.Tè classico
13.Snack confezionati
14.Fritture
15.Spezie piccanti
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Non dimentichiamo infine che il giusto apporto di acqua è fondamentale e necessaria per garantire la giusta idratazione di un fisico allenato. Per reidratare l'organismo dopo l'attività fisica, soprattutto durante il cambio di stagione, è bene scegliere una minerale ricca di calcio, ferro, magnesio e potassio. Acque troppo oligominerali in questi casi non sono indicate in quanto povere di sali, nonostante facilitino la diuresi e la depurazione dell’organismo.
 
In conclusione:
 
Per gli sportivi agonisti una sana e corretta alimentazione deve essere considerata un baluardo e quindi un pilastro importante dello stile di vita, tale da garantire prestazioni di alto livello cercando di evitare stress e sollecitazioni eccessive. Il cambio di stagione spesso rappresenta un ostacolo invalicabile per molti soggetti allenati, eppure le soluzioni ci sono e basta metterle in pratica con del sano buon senso, tenendo sempre bene a mente che ogni eccesso non fa bene. 
 
Dr.ssa Serena Fioravanti
 
Dr.ssa Serena Fioravanti Biologa Nutrizionista Roma
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Giovedì, 21 Febbraio 2019 11:51

Prendersi cura del proprio corpo (parte2)

Gli organismi come il l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Associazione Americana dei Cardiologi consigliano un’"adeguata attività fisica" ma cosa si deve intendere con questo termine? 
 
motivi-per-fare-attivita-fisica-732x380Oggi si ritiene attività fisica adeguata un impegno per almeno: 150 minuti/settimana di attività fisica aerobica di media intensità oppure 75 minuti/settimana di attività fisica aerobica di elevata intensità oppure qualsiasi combinazione di attività fisica aerobica di media e di elevata intensità Attualmente viene posta attenzione all'attività complessivamente svolta nella settimana. Si afferma però che l'attività fisica deve essere svolta per non meno di 10 minuti consecutivi perchè sia efficace.
 
Le raccomandazioni per l'attività fisica sono applicabili, secondo fasce di età, quando non esistano indicazioni cliniche specifiche che ne impediscano la messa in pratica, e sono indicate tre fasce di età, 5-17 anni, 18-64 anni, 65 anni e oltre: 
 
Fascia d'età 5-17 anni
 
60 minuti di attività fisica giornaliera, di grado medio/elevato, in giochi, gare, sport, camminate, divertimento, educazione fisica o attività pianificata che vengano svolti in famiglia, scuola, comunità. Ulteriore attività apporta incremento di beneficio. Tre volte a settimana, almeno, l'attività deve essere integrata con esercizi di intensità maggiore compresi quelli che potenziano i muscoli e le ossa.
 
Fascia di età 18-64 anni
 
Almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata; oppure 75 minuti a settimana di attività fisica aerobica d'intensità elevata; oppure un'equivalente combinazione di attività fisica aerobica moderata ed intensa. L'attivtà deve essere svolta in blocchi di almeno 10 minuti consecutivi. 
Un'attività fisica più intensa, fino a 300 minuti di intensità moderata o 150 minuti d'intensità elevata oppure combinazione delle due, comporta maggiori benefici. 
È opportuno inserire attività di rinforzo dei gruppi muscolari maggiori almeno due volte a settimana. 
L'attività comprende quella svolta in ambito ricreativo o di svago, durante i trasferimenti (per es.: camminando per recarsi (ritornare) al lavoro o usando la bicicletta), in ambito lavorativo, durante le faccende domestiche, il gioco, le partite, lo sport o gli esercizi pianificati; nel contesto dell'attività quotidiana familiare e sociale. 
Le evidenze relative all'influenza dell'attività fisica di resistenza sulle condizioni psico-fisiche sono meno forti. 
Gli esercizi di resistenza sotto carico possono essere efficaci nel promuovere l'aumento di densità della massa ossea. 
Le persone affette da diabete o ipertensione arteriosa senza complicanze devono essere incluse in quest'ambito. 
Le donne durante la gravidanza o nel post-parto e le persone con pregressi eventi cardiaci devono prendere maggiori precauzioni e consultare il loro medico prima di intraprendere, o raggiungere, i livelli di attività raccomandati. 
 
Fascia d'età 65 anni e oltre
 
Valgono le stesse indicazioni fornite per la fascia d'età 18-64 anni. Le persone di età superiore ai 65 anni affette da malattie croniche, come diabete o patologie cardiovascolari, devono prendere maggiori precauzioni nell'affrontare l'attività fisica e devono prima consultare il loro medico, tutte le altre possono svolgere attività fisica aerobica traendone sicuro beneficio.Le persone che, a causa di malattia o impedimenti clinici, non possono raggiungere gli obiettivi indicati dovrebbero comunque svolgere la quantità di esercizio fisico che le loro condizioni consentono. Le persone con limitazioni funzionali osteoarticolari dovrebbero svolgere attività mirata a potenziare il sistema dell'equilibrio. I benefici derivanti dall'applicazione di queste indicazioni superano i rischi. 
Al fine di ridurre l'incidenza di eventi traumatici muscolo-scheletrici l'attività deve essere iniziata con prudenza e accresciuta in progressione.
 
Prima dei 5 anni l'attività fisica è sicuramente apportatrice di benefici ma sono necessari ulteriori studi prima di definire l'entità, la durata e l'intensità del lavoro fisico (2010).
 
L'intensità deve essere intesa come lo sforzo che si impiega per svolgere un lavoro e può essere misurata in vari modi di cui il più pratico, anche se approssimativo, è la frequenza cardiaca. 
Si fa riferimento alla percentuale di "frequenza cardiaca massima" che può essere raggiunta in sicurezza e viene stimata applicando delle formule che si basano sull'età: 1) Karvonen = 220 - età (in anni); 2) Tanaka = 208 - 0,7*età (in anni). Esempio per un soggetto di 50 anni: 1) Karvonen: 220 - 50 = 170 battiti al minuto; 2) Tanaka: 208 - (0,7*50)= 173 battiti al minuto. 
 
Il risultato delle due formule è diverso soprattutto con l'aumentare degli anni; si deve comunque ricordare che si tratta sempre di un metodo empirico, utile per avere un riferimento approssimativo, e conviene attenersi a quella meno impegnativa in assenza di una valutazione medica specialistica. 
L'intensità di una camminata può essere misurata dalla velocità (la passeggiata deve avere una velocità di 3 Km/ora; una corsa ad andatura moderata – jogging – una velocità di 6 Km/ora).
 
L'attività fisica moderata viene considerata quella che comporta un consumo di energia che sia da 3 a 5,9 volte il consumo a riposo o su una scala individuale, soggettiva, con valori da 0 a 10, ad un livello tra 5-6. (Si può calcolare che se 170 è la frequenza cardiaca massima secondo Karvonen che rappresenta il livello 10 e 60 battiti al minuto è la frequenza a riposo che rappresenta il livello 0, allora il livello 5 corrisponde ad una frequenza di 85 b/m [risultato di un calcolo che è 60 + ((170 – 60)/10) * 5) = 105; mentre il livello 6 corrisponde a 114 b/m – utilizzando la stessa formula. L'attività fisica intensa viene considerata quella che comporta un consumo di energia che sia superiore a 6 volte il consumo a riposo (7 volte per un bambino) o su una scala individuale, soggettiva, ad un livello tra 7-8. (Nell'esempio di sopra il livello 7 corrisponde a 123 b/m mentre il livello 8 a 132 b/m). 
 
ATTENZIONE: queste formule e questi calcoli sono approssimativi e potrebbero non essere corretti per la vostra condizione fisica attuale (di partenza) per cui il consiglio è sempre: rivolgetevi al vostro medico ed affidatevi a persone competenti per svolgere l'attività fisica; non fate gli autodidatti perché gli eventi sfavorevoli sono sempre in agguato!
 
Dott. Antonio Cannistrà
 
Dott. Antonio Cannistrà, Medico, specialista in Ematoligia e Statistca Sanitaria.
Ricercatore per l'Italian Center for Single Session Therapy
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